Changing Society, Intersezioni -  Palumbo Valeria - 2015-01-10

CUORI SBAGLIATI - Valeria PALUMBO

Sta uscendo un film nelle sale che varrebbe la pena vedere. Si intitola Hungry Hearts, è ambientato a New York. Ma è scritto e diretto da Saverio Costanzo, è tratto da Il bambino indaco di Marco Franzoso ed è interpretato da una bravissima Alba Rohrwacher (peccato per la cadenza). Questo non vuol dire che tratta "temi italiani" ma che esplora il lato oscuro della maternità, con le sue nevrosi e le dinamiche di coppia, in un modo molto familiare per noi. Alba interpreta una giovane italiana che rimane chiusa per caso in un bagno con un ingegnere newyorkese (un ottimo Adam Driver), ci finisce a letto. Quando arriva la notizia del suo trasferimento, lui la mette un po" forzatamente incinta e la sposa. I guai cominciano subito: lei manifesta via via una serie di fisse che poi si rivelano nevrosi (soprattutto legate al cibo e alla pulizia). Risultato: il bambino nasce ma l"alimentazione è insufficiente, le cure soffocanti, le attenzioni ansiogene. Lui tenta di nutrirlo di nascosto, la tensione cresce, alla fine ricorrono entrambi alla giustizia (lui anche a sua madre), con un finale tragico e inatteso che non vi sto a raccontare. Ma perché suggerisco la visione? Per tre motivi: perché un tabù tenace vieta di parlare della depressione e delle nevrosi legate alla maternità. Due: perché nonostante fingiamo di vivere in una società laica (e condanniamo l"integralismo altrui) viviamo ancora immersi in una mentalità magica che si esprime in diete e abitudini strampalate, curiose idee sull"energia psichica, sull"educazione, sulle potenzialità della mente e via dicendo. Tre, perché ancora oggi le persone con seri problemi psicologici sono poco aiutate in un percorso di consapevolezza e di cura (esiste la grave illusione che si può "fare in casa", che la coppia possa risolvere da sé tutti i problemi: colpa un tempo dei confessori religiosi e oggi del mito del dialogo e causa prima di tante violenze). Costanzo ha uno sguardo lucido e molto consapevole sia di alcune nevrosi (non solo femminili, ma particolarmente gravi se riguardano le madri), sia della spirale pericolosissima che inghiotte chi sta intorno al "malato", nella follia generata dalla follia stessa. Il regista smonta anche un altro stereotipo: che i figli distruggano la coppia. Quante volte abbiamo sentito dire: «Io e mio marito non litigheremmo mai e non fosse per i figli». Costanzo invece denuncia come la nevrosi preceda maternità e paternità: i figli portano soltanto alla luce ciò che già esiste. Il guaio è che ne sono anche le prime vittime.



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