Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2016-01-26

DA SOCIETA' DI PERSONE A SOCIETA' DI CAPITALI: IL CONSENSO LIBERATORIO DEI CREDITORI - Riccardo MAZZON

problemi connessi alla responsabilitaà illimitata dei soci di società di persone

la nuova società di capitali comporta responsabilità limitata anche per il pregresso?

il caso del consenso liberatorio dei creditori alla trasformazione

La trasformazione societaria (di società di persone in società di capitali) non libera tout court i soci a responsabilità illimitata dalla responsabilità per le obbligazioni sociali sorte prima degli adempimenti previsti dal terzo comma dell'articolo 2500 del codice civile (cfr. paragrafo 6. del capitolo ottavo del volume: "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON), sempre che, però, non risulti che i creditori sociali abbiano dato il loro consenso alla trasformazione:

"il passaggio da società di persone in società di capitali, che viene convenzionalmente definito come trasformazione progressiva, non può non incidere sul regime di responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali, tant'è che si passa da un sistema che, a garanzia dei creditori, prevede oltre alla principale responsabilità della società, anche la sussidiaria responsabilità solidale ed illimitata dei soci. Al fine di evitare che questa situazione possa produrre conseguenze pregiudizievoli per i creditori sociali, il legislatore ha voluto temperare la regola dell'immediata operatività della trasformazione con la disposizione di cui alla norma in commento, così da conciliare equamente due contrapposti interessi, quello della società al cambiamento del tipo sociale e quello dei creditori a mantenere inalterate le proprie ragioni di credito nei confronti della società stessa; il legislatore ha così optato per una soluzione che, dopo aver sancito la regola secondo cui la trasformazione non fa venir meno il regime di responsabilità illimitata dei soci per le obbligazioni sorte anteriormente all'ultimo degli adempimenti pubblicitari previsti in tema di trasformazione dall'art. 2500, 3° co., in mancanza del consenso dei creditori, consente, con l'accorgimento di cui al 2° co. della norma in esame, di contra, la liberazione dei soci" (Campobasso, Diritto commerciale, II, 5a ed., Torino, 2002, 609).

Tale consenso, peraltro, si presume se i creditori, ai quali la deliberazione di trasformazione sia stata comunicata

"la comunicazione deve consistere nella trasmissione ai creditori della copia materiale della decisione di trasformazione risultante dal relativo verbale" (Serra, La trasformazione e la fusione delle società, in Tratt. dir. priv., diretto da P. Rescigno, vol. 17, 336 ss.);

"è sufficiente per l'adempimento dell'onere in questione la comunicazione degli estremi della trasformazione, trasmettendo lo stralcio del nucleo dispositivo della medesima" (De Angelis, La trasformazione nella riforma del diritto societario, in Soc, 2003, 2 bis),

per raccomandata - o con altri mezzi che garantiscano la prova dell'avvenuto ricevimento -, non lo abbiano espressamente negato nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione:

"la norma, nel quadro generale dell'intenzione del legislatore di contemperare equamente l'interesse della società e quello dei creditori sociali, con quest'ultima disposizione sembra abbia voluto rafforzare la posizione del ceto creditorio, allungando il termine entro il quale esso può pronunciarsi in ordine all'avvenuta trasformazione" (Nicolini, in Atti del Convegno notarile, Bologna, 6.12.2002).



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