Articoli, saggi, Colpevolezza imputabilità -  Mazzon Riccardo - 2014-02-18

DANNI DA COSE IN CUSTODIA: IL CONCORSO DI COLPA DEL DANNEGGIATO - Riccardo MAZZON

Anche nel caso di responsabilità per cose in custodia è, ovviamente, astrattamente ravvisabile l'ipotesi del concorso di colpa del danneggiato - ex articolo 1227, comma 1, del codice civile; in argomento, particolarmente interessante appare la seguente pronuncia, ove si afferma che, nel caso in cui il conducente di un autoveicolo, immettendosi nell"area comunale predisposta a parcheggio per chi si reca in uffici pubblici, entri con una ruota in una buca esistente nell"asfalto riportando così danni sia materiali che personali, deve ritenersi certa la configurabilità in capo all"ente territoriale di una effettiva e concreta possibilità di controllo di detta porzione di territorio, attesa la sua evidente limitata estensione, proprio in ragione della sua stessa ubicazione e destinazione:

"da ciò consegue la inevitabile riconducibilità in concreto in capo al custode della presunzione di responsabilità posta dall"art. 2051 c.c. in forza della più recente giurisprudenza della Suprema Corte che ritiene in siffatte specifiche ipotesi l"applicabilità anche alla pubblica amministrazione della citata norma (si veda, fra tutte, Cass. n. 15383/2006). Deve, peraltro, rilevarsi come una condotta di guida più accorta da parte del conducente nell"immettersi nell"area di parcheggio avrebbe potuto senza dubbio influire sulle conseguenze lesive lamentate, pur in assenza di riscontro in ordine ad una eccessiva velocità e baldanza nell"introdursi nell"area predetta. Detto comportamento, seppure non possa ritenersi integrare gli estremi della colpa del danneggiato che incidendo sul nesso di causa esclude ogni responsabilità del custode, costituisce, peraltro, elemento che concorre insieme alla cosa stessa alla produzione dell"evento ex art. 1227, comma 1, c.c. nella misura del 50%" (Trib. Milano, sez. XII, 9 aprile 2009, n. 4932, GiustM, 2009, 6, 43 - conforme, in caso di danni provocati dal pericolo connesso alla struttura intima del bene demaniale in quanto la visibilità dell"ostacolo non esclude senz"altro la responsabilità del custode ma l'art. 1227 c.c.,richiama il dovere di autoresponsabilità con relativo onere del danneggiato di farsi carico della parte del danno a lui imputabile: GdP Bari 21 aprile 2008, n. 1319, Giurisprudenzabarese.it, 2008 – conforme, in caso di disattenzione della vittima: App. Roma, sez. III, 22 gennaio 2008, n. 213, Mer, 2008, 11, 36 - cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012 -;

tale ipotesi, non concretando un'eccezione in senso proprio, ma una semplice difesa, dev'essere esaminata e verificata dal giudice anche d'ufficio,

"in caso di concorso di colpa del danneggiato ex art. 1227 comma 1 c.c., rilevabile anche d'ufficio, la responsabilità risarcitoria del custode è diminuita in modo proporzionale all'apporto causale offerto dal danneggiato alla causazione dell'evento dannoso" (Trib. Catanzaro 4 maggio 2010, n. 184, GM, 2011, 5, 1278 – conforme, in casi di pedone caduto in una buca mentre attraversava la strada: Trib. Milano, sez. X, 4 gennaio 2011, RGCT, 2011, 2 – conforme, in occasione di caduta dalle scale, in quanto l'attore, condomino del condominio convenuto, si recava nei locali cantina dell'edificio condominiale e conosceva, pertanto, lo stato dei luoghi per non essere lo stesso mutato nel tempo e, dunque, era a conoscenza della breve durata dell'accensione della luce della scala e della sua scarsa potenza: Trib. Milano, sez. X, 12 dicembre 2007, n. 13640, GiustM, 2007, 12, 85),

attraverso le opportune indagini sull'eventuale sussistenza della colpa del danneggiato e sulla quantificazione dell'incidenza causale dell'accertata negligenza nella produzione dell'evento dannoso, indipendentemente dalle argomentazioni e richieste formulate dalla parte.

Tale circostanza implica che anche il giudice d'appello possa valutare, d'ufficio, tale concorso di colpa, nel caso in cui il danneggiante si limiti a contestare in toto la propria responsabilità; recentissima, a tal proposito, la sentenza 22 marzo 2011, n. 6529, della Suprema Corte, ove si legge che l'ipotesi del concorso di colpa del danneggiato di cui all'art. 1227, comma 1, c.c. - la quale è astrattamente ravvisabile anche in caso di responsabilità per cose in custodia - non concretando un'eccezione in senso proprio, ma una semplice difesa, dev'essere esaminata e verificata dal giudice anche d'ufficio, attraverso le opportune indagini sull'eventuale sussistenza della colpa del danneggiato e sulla quantificazione dell'incidenza causale dell'accertata negligenza nella produzione dell'evento dannoso,

"indipendentemente dalle argomentazioni e richieste formulate dalla parte; pertanto, anche il giudice d'appello può valutare d'ufficio tale concorso di colpa nel caso in cui il danneggiante si limiti a contestare in toto la propria responsabilità" (Cass. civ., sez. III, 22 marzo 2011, n. 6529, GCM, 2011, 3 – conforme, nell"ipotesi di caduta di un soggetto in un bagno pubblico, ove la presenza di acqua sul pavimento, pur essendo pericolosa, non costituisce un evento del tutto imprevedibile, qualora il danneggiato sia un soggetto giovane, senza problemi di equilibrio, astrattamente in grado di prestare la giusta attenzione a dove mettere i piedi, e non venga prospettato un difetto di illuminazione del locale bagno: Trib. Como 4 marzo 2006, Redazione Giuffrè, 2007).



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