Articoli, saggi, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2014-01-08

DANNI E RESPONSABILITA' DA CUSTODIA: IL CASO FORTUITO PUO' CONSISTERE NEL FATTO DEL TERZO - Riccardo MAZZON

L'elemento esterno attinente al caso fortuito può essere costituito anche dal fatto del terzo,

"ai fini della configurabilità della responsabilità ex art. 2051 c.c., è sufficiente la sussistenza del nesso causale tra la cosa in custodia e l'evento dannoso, indipendentemente dalla pericolosità della cosa stessa e dello stesso comportamento del custode circa l'osservanza o meno dell'obbligo di vigilanza. Tale responsabilità è esclusa solo dal caso fortuito che attiene non ad un comportamento del responsabile della cosa ma ad un elemento esterno che può essere costituito dal fatto del terzo o dello stesso danneggiato. Essendo emerso che dall'intervento dell'AMTAB di innalzamento della linea filoviaria ne è derivata la caduta dei cavi che hanno danneggiato l'auto parcheggiata, questo ha interrotto il nesso causale presunto tra la cosa ed il Comune, esimendolo da ogni responsabilità" (GdP Bari 24 marzo 2011, n. 1980, Giurisprudenzabarese.it, 2011 - cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012),

anche, eventualmente, in concorso con il fatto del danneggiato stesso (nel caso che segue, ad esempio, la Suprema Corte ha confermato la sentenza impugnata, con la quale era stata esclusa la responsabilità del segretario della sezione di un partito politico, quale custode della relativa sede comunale, essendo rimasto adeguatamente accertato che la causa della lesione procurata ad un minore era da attribuirsi all'uso abnorme che della porta di un box avevano fatto lo stesso infortunato ed altri minori, che, premendo con forza, dall'esterno e dall'interno, sulla predetta struttura, ne avevano cagionato, per effetto della forza prevalente, la violenta apertura verso l'esterno ed il conseguente suo immediato ritorno all'indietro, a causa del quale era rimasto colpito l'arto del minore, così risultando configurata l'ipotesi del fortuito nel comportamento concorrente del medesimo infortunato e degli altri terzi):

"in tema di danno cagionato da cose in custodia è indispensabile, per l'affermazione di responsabilità del custode, che sia accertata la sussistenza di un nesso di causalità tra la cosa ed il danno patito dal terzo, dovendo, a tal fine, ricorrere la duplice condizione che il fatto costituisca un antecedente necessario dell'evento, nel senso che quest'ultimo rientri tra le conseguenze normali ed ordinarie di esso, e che l'antecedente medesimo non sia poi neutralizzato, sul piano causale, dalla sopravvenienza di circostanze da sole idonee a determinare l'evento. Pertanto, anche nell'ipotesi in cui il custode non abbia attuato, sulla cosa nella sua disponibilità, tutte le precauzioni astrattamente idonee ad evitarne la responsabilità, la causa efficiente sopravvenuta che del caso fortuito presenti i requisiti propri dell'eccezionalità e dell'oggettiva imprevedibilità e che da sola sia idonea a provocare l'evento, interrompe il nesso eziologico e produce gli effetti liberatori, pur quando essa si concreti nel fatto del terzo o dello stesso danneggiato" (Cass. civ., sez. III, 19 dicembre 2006, n. 27168, DeG, 2007; GCM, 2006, 12).

Si pensi, in tal senso, al proprietario di un veicolo a motore dato dolosamente alle fiamme, da un terzo, durante la sosta

"il proprietario di un veicolo a motore, dato dolosamente alle fiamme da un terzo durante la sosta, non risponde, in relazione al titolo di responsabilità previsto dall'art. 2051 c.c., dei danni causati dal propagarsi dell'incendio, in quanto la condotta del terzo - ove imprevista ed imprevedibile - recide il nesso di causalità tra la proprietà del veicolo ed i danni a terzi" (Cass. civ., sez. III, 7 ottobre 2008, n. 24755, GCM, 2008, 10, 1442; AGCSS, 2009, 2, 137),

o al proprietario-locatore che ometta di informare il conduttore dell'avvenuto cambio di tensione nell'erogazione dei energia elettrica:

"il proprietario - locatore, che omette di informare il conduttore dell'avvenuto cambio di tensione nell'erogazione dei energia elettrica, risponde ex art. 2043 c.c. dei danni derivanti da terzi. Tale omissione integra l'ipotesi di fatto del terzo rientrante nella nozione di caso fortuito che esclude la responsabilità a carico del conduttore - custode sancita dall'art. 2051 c.c." (Cass. civ., sez. III, 28 agosto 1995, n. 9057, RCP, 1996, 323).



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