Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2015-01-12

DANNI: LEPATITE B È CONOSCIUTA DAL 1967! – CRITICA A CASS. 26916/14 - Stefano BERTONE

L"epatite B è cosa nota dalla metà degli anni "60. Dalla allora scatta la responsabilità del Ministero anche per le infezioni post-trasfusionali con epatite C. Cass. 26916/14 dubita della datazione, questo articolo spiega e documenta gli errori della Corte.

I danni da contagio non smettono di occupare le aule di giustizia e la cassazione rimaneggia malamente le proprie convinzioni sulla datazione della responsabilità del Ministero della Salute complici, talvolta, incertezze documentali delle decisioni di merito.

La Corte d"Appello di Caltanissetta dichiara la colpa del Ministero per una infezione da HCV contratta da trasfusione del 1974.

La terza sezione della Cassazione, sent. 19.12.2014, n. 26916, annulla: è vero, dice, che SS.UU. 581/08 ha fissato il principio per cui la colpa decorre dal momento della conoscenza dell"epatite B ("già a partire dalla data di conoscenza dell"epatite B sussiste in capo al Ministero la responsabilità anche per il contagio degli altri virus non ancora identificati" e cioè HIV e HCV), ma è anche vero che il ragionamento del 2008 proseguiva affidando al giudice del merito il compito di individuare tale data.

Ora, secondo la decisione che critico, questa data non è il 1974, né prima (fine anni "60) come invece sostiene la CTU disposta nel secondo grado, ma il 1978.

Gravissimo errore storico!

Ricordiamo le date cruciali_

Scoperta dell"antigene dell"epatite B (1965, e definitivamente confermato in dottrina scientifica nel 1967)

Applicazione in centri trasfusionali dell"esclusione di donatori positivi all"antigene dell"epatite B (1967)

Validazione e introduzione routinaria negli Stati Uniti, e altrove nel mondo, del primo test specifico con radioimmunoassay (1969)

Introduzione in Italia di quel test (1978)

Il garante della nostra sicurezza trasfusionale è stato quindi largamente incompetente e tardivo, e non di mesi, ma di dieci anni.

Interpretazioni come quella di Cass. civ. 26916/14, sono quindi profondamente e storicamente errate. Immaginatevi cosa ne può venire fuori: secondo la sentenza in commento, a far propendere per una decorrenza della responsabilità del Ministero dal 1978 ci sarebbe "il dato -riferibile all'Organizzazione Mondiale della Sanità, massimo organo internazionale in materia - che fa risalire la conoscenza dell'HBV e del test di identificazione all'anno 1978".

Figuriamoci, fatto notorio, che Blumberg vince il Nobel per la medicina (per aver scoperto l"antigene dell"epatite B, e per aver introdotto i tests nelle date che ricordavo sopra)….nel 1976, dunque due anni prima!

Peraltro, numerose ulteriori decisioni della Cassazione, più informate, ricordano l"esistenza di plurime circolari risalenti dagli anni 1971 e 1972 in cui si prescriveva la ricerca sistematica dell"antigene Australia nel sangue dei donatori. Come si può dire che si ignorasse l"esistenza dell"epatite B?

Qui sotto, un riassunto puntuale delle vicende mediche e scientifiche, con indicazione della bibliografia rilevante e degli allegati più importanti che dimostrano come la Corte d"Appello di Caltanissetta, ed il suo CTU, avessero deciso in modo perfettamente coerente con le migliori risultanze della scienza mondiale sulla domanda del danneggiato.

Con la speranza che la Cassazione, quando deve fare sentenze politiche in questa materia, le faccia a favore di chi ha perso la vita e la salute.

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L"epatite post trasfusionale di tipo B è conosciuta senz"altro dal giorno 1 maggio 1967: in quella data ebbe luogo la pubblicazione su Annals of Internal Medicine dell"articolo scientifico che esprimeva definitivamente il legame tra patologia epatica post-trasfusionale e il virus che la causava, cioè l"antigene Australia: Blumberg BS, Gerstley BJ, Hungerford DA, London WT, Sutnick AI. A serum antigen (Australia antigen) in Down's syndrome, leukemia, and hepatitis, in Ann Intern Med. 1967 May;66(5):924–931.

Tale studio, che faceva seguito ad altri dell"anno 1964 e dell"anno 1965 sempre coordinati da Blumberg (segnatamente: Blumberg, B. S. Polymorphisms of serum proteins and the development of isoprecipitins in transfused patients, in Bull. N. Y. Acad. Med. 40: 377---386, 1964 e Blumberg, B. S., Alter, H. J. and Visnich, S. A "new" antigen in leukemia sera. J, in Am. Med. Assoc. 191: 541-546. 1965) comunicava infatti di avere riscontrato la presenza dell"anticorpo all"antigene Australia (e cioè l"antigene del virus responsabile dell"epatite B) nel sangue di persone che, dopo essere state sottoposte a terapie trasfusionali, avevano sviluppato epatiti.

Gli autori di quella serie di studi scientifici considerarono così indicativa l"associazione tra epatite virale sviluppata dal paziente e presenza dell"anticorpo dell"antigene Australia nel sangue del donatore, che in breve tempo il centro trasfusionale diretto da Blumberg decise di escludere dalle donazioni tutti coloro che presentavano positività a quell"anticorpo, e quindi al virus. Il risultato di tale scelta fu l"abbattimento del 75% dell"impatto dell"epatite post-trasfusionale tra i riceventi, come è confermato nell"ulteriore articolo London, W. T., Sutnick, A. I. and Blumberg, B. S. Australia antigen and acute viral hepatitis, sempre su Ann. Int. Med. 70: 55-59, 1969.

Per l"importanza storica degli studi sopra citati Blumberg nel 1976 venne insignito del Premio Nobel per la medicina.

La relazione effettuata dallo stesso Blumberg all"atto di accettazione del premio Nobel, significativamente denominata "Australia Antigen and the biology of Hepatitis B", che riassume tutti i passaggi cronologici sopra citati, è ritrovabile online qui http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/medicine/laureates/1976/blumberg-lecture.html?print=1. Analogamente di Blumberg esistono alcuni estratti (pp.30-34), sempre allegati, del testo Hepatitis B And The Prevention Of Primary Cancer Of The Liver, Selected Publications of Baruch S Blumberg, edito da Baruch S. Blumberg per Fox Chase Cancer Center, USA, 2000, da cui emerge con altrettanta chiarezza che nel 1967 era noto alla comunità scientifica che l"epatite post-trasfusionale di tipo B fosse causata da un virus e che questo fosse individuabile nel sangue del donatore tramite la ricerca dell"anticorpo del c.d. antigene Australia.

Con queste conoscenze, non aver implementato i test in Italia nel 1974 (anno di "preparazione del preparato" della causa di merito) perché al Ministero non si lessero gli articoli scientifici di Blumberg punta di diamante della scienza mondiale in materia, o perché pur avendoli letti, si preferì rimandare al futuro, è chiaramente un 2043 c.c.



Stefano Bertone, avvocato attivista, Torino.

Dichiaro il seguente conflitto di interessi: nella materia dei danni da contagio rappresento esclusivamente vittime.



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