Articoli, saggi, Danni non patrimoniali, disciplina -  Tornesello Giulia - 2014-07-29

DANNO ALLA PERSONA: QUESTE STRANE OCCASIONI - Giulia TORNESELLO

-Simplicity is the ultimate sophistication - Leonardo da Vinci -

Si trova citata spesso in inglese una frase attribuita a Leonardo da Vinci. Tradotto: «La semplicità è l"estrema perfezione». In effetti questa del significato da attribuire nel passare dall"inglese al significato dell"espressione italiana leonardesca, data la statura del personaggio, ha comunque un che di arbitrario. Dunque la nostra scelta merita una qualche spiegazione. Se il senso dell"eredità di Leonardo sta nella convinzione che Lui ha scritto anche per noi fra l"altro che -"la natura è piena di infinite ragioni che non furono mai in esperienza" - ecco che la domanda si apre sul futuro dell"uomo. L"energia, l"esperienza, la curiosità inverano la volontà di "andare oltre" perché esistendo vi saranno sempre nuove ragioni venute alla nostra esperienza di umani. E l"esistenziale quotidiano imporrebbe di chinarsi sulle "piccole cose"ma : "tu che vivi di sogni ti piace più le ragion sofistiche e barerie de" parlari nelle cose grandi e incerte che delle piccole".   Eccolo il linguaggio di Leonardo suggestivo e tagliente ancora oggi nell"esprimere con forza ed ironia la necessità di arrivare alle cause nel teatro tangibile dell"esperienza unico ad offrire una garanzia di conoscenza. Non era solo uno "sperimentatore" il grande da Vinci.

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-Simplicity is the ultimate sophistication - Leonardo da Vinci -

Si trova citata spesso in inglese, una frase attribuita a Leonardo da Vinci. Tradotto: «La semplicità è l"estrema perfezione». In effetti questa del significato da attribuire nel passare dall"inglese al significato dell"espressione italiana leonardesca, data la statura del personaggio, ha comunque un che di arbitrario. Dunque la nostra scelta merita una qualche spiegazione. Se il senso dell"eredità di Leonardo sta nella convinzione che Lui ha scritto anche per noi fra l"altro che -"la natura è piena di infinite ragioni che non furono mai in esperienza" - ecco che la domanda si apre sul futuro dell"uomo. L"energia, l"esperienza, la curiosità inverano la volontà di "andare oltre" perché esistendo vi saranno sempre nuove ragioni venute alla nostra esperienza di umani. E l"esistenziale quotidiano imporrebbe di chinarsi sulle "piccole cose"ma : "tu che vivi di sogni ti piace più le ragion sofistiche e barerie de" parlari nelle cose grandi e incerte che delle piccole".   Eccolo il linguaggio di Leonardo suggestivo e tagliente ancora oggi nell"esprimere con forza ed ironia la necessità di arrivare alle cause nel teatro tangibile dell"esperienza unico ad offrire una garanzia di conoscenza. Non era solo uno "sperimentatore" il grande da Vinci.

Ed ancora: " O mirabile e stupenda necessità tu costringi con la tua legge tutti li effetti, per brevissima via, a partecipare delle lor cause". Naturalmente "per brevissime vie" per dirla con le sue parole appassionate egli arrivò a concepire la responsabilità dell"uomo di scienza. La mise in atto non divulgando quelle certezze scientifiche che, se diffuse malamente, potevano danneggiare uomo e natura. Queste rilevazioni "a margine" sono suggerite a chi scrive qui, da una attenta e ripetuta lettura della raccolta LEONARDO –L UOMO E LA NATURA – ( a cura di Mario de Micheli Univ. econ. Feltrinelli seconda edizione giugno 1982 ).

L"attualità del pensiero di Leonardo si riconferma oggi più che mai per l"uso talora indiscriminato di scienze e tecnologie per gli effetti che si prefigurano (perché no?) in quel teatro tangibile dell"esperienza del quale si è detto sopra. E che scienza e tecnologie talora disertano.

E chi non diserta, chi alla responsabilità della scienza ed ai limiti dell"esperienza - "la natura è piena di infinite ragioni che non furono mai in esperienza"- "leonardescamente" ci pensa? Ricorre, intanto, ad un approccio integrazionale per le diverse discipline:

[…stiamo assistendo, grazie alla diffusione dell"information technology, ad una proliferazione di saperi ed una loro diffusione in ambiti prima estranei alle tematiche del mentale (vedi l"economia, la politica, il marketing, la filosofia), ad una atomizzazione degli approcci e ad una settorializzazione degli studi che, pur consentendo un avanzamento delle conoscenze negli ambiti specifici, possono comportare una dispersione della comunità scientifica e tecnica di chi del mentale si occupa. Integrare nella nostra visione significa sforzarsi di ottimizzare i percorsi di collaborazione e cooperazione tra studiosi di differenti comunità. Fondamentalmente la facilitazione dello scambio di dati, il che è condizione imprescindibile perché la ricerca rimanga tale (lavoro di validazione / falsificazione / generazione di ipotesi) e non assurga, più o meno apoditticamente, al ruolo di scienza esatta, dando luogo a posizioni di scientismo che storicamente si sono sempre dimostrate molto pericolose su tutti i fronti, incluso quello sociale. Il rischio di passare dall"approccio scientifico allo scientismo (assunzione di ruolo di produzione di verità) è sempre molto elevato, soprattutto in periodi di crisi economica e sociale…]Verso la mente integrazionale -per Rivista scientifica Brain Factor Giovedì 10 Maggio 2012 Laura Faravelli intervista il Dott.Ambrogio Pennati News - Le interviste

La gente comune specularmente a quanto letto sopra dovrebbe semplicemente interagire se per sua ventura o sventura a seconda dell"ottica adoprata va incontro a delle strane occasioni. Perché la necessità di conoscere in una nuova esperienza esistenziale  "costringe per brevissima via tutti li effetti a partecipare alle lor cause" e questi effetti si devono affrontare. Restando sul terreno dell"interazione fra persone e dell"integrazione disciplinare della quale si è parlato ci imbattiamo nell"Alzheimer una "priorità in fatto di salute pubblica europea". Eh già.

Viene spontanea la domanda: quanti sia come malati che come familiari si sono imbattuti in questi anni nella necessità di occuparsi di questa malattia? Non viene in mente? Neppure se ci occupiamo abitualmente di "fragili"? Sì che  dovrebbe venire non fosse altro perché già nel 2009:

[…Nella seduta odierna il Parlamento Europeo ha deliberato di chiedere al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri di considerare l'Alzheimer una "priorità in fatto di salute pubblica europea" e di definire a breve un "piano d'azione europeo finalizzato a: promuovere la ricerca paneuropea sulle cause, la prevenzione e la cura dell'Alzheimer; migliorare la diagnosi precoce; semplificare per i malati e coloro che se ne fanno carico i passi da compiere e migliorare la loro qualità di vita; promuovere il ruolo delle associazioni e accordare loro un sostegno regolare", come riporta un comunicato stampa europarlamentare. Prima di procedere alle votazioni - prosegue il comunicato - il Presidente di seduta, Diana Wallis, ha annunciato che più della maggioranza dei deputati ha sottoscritto una dichiarazione scritta sulla lotta all'Alzheimer. Il testo, una volta pubblicato sul processo verbale, diventerà una posizione ufficiale del Parlamento Europeo. Nella dichiarazione, i deputati osservano anzitutto che "l'Alzheimer interessa attualmente 6,1 milioni di europei" e che "tale cifra è destinata a raddoppiare o a triplicarsi entro il 2050 con l'invecchiamento delle popolazioni". Notano inoltre che questa malattia "rappresenta la prima causa di dipendenza" e che è quindi fondamentale "assumere un impegno politico nei settori della ricerca, della prevenzione e della protezione sociale…]. Febbraio 2009 marco mozzoni in brain factor news.

Appare conseguente che in questa nostra rivista sia stato pubblicato di recente un articolo che rende conto di una esperienza vissuta. Una esperienza di corpi ma non solo. Questo squarcio di realtà, questo teatro tangibile di esperienza e conoscenza, è scandito da tre tempi (paragrafi) titolati nel racconto che se ne fa :- QUESTE STRANE OCCASIONi - FARE: INTERSCAMBI DEI CORPI NEL LAVORO DI CURA - PIANURA PROIBITA

Si sarebbe invece dovuto in nome della semplicità (non polemica che non è più semplicità) si sarebbe dovuto titolare il terzo paragrafo CORPI  MALATI perché questi sono gli effetti del Care Giver .  Stare accanto al familiare debole. "Una causa" buona. Ma esperienza nuova sia per gli uomini sia per le donne che lavorano e che amano il loro lavoro. Le donne talora, anche con maggior passione degli uomini: eppure è lasciato ancora oggi alle donne il Care. E fa ammalare anche molto gravemente talora chi lo affronta in solitudine e senza sostegni economici, sociali, culturali.

È una di quelle esperienze che prima o poi invece riguarderà tutti per le mutate condizioni sociali delle famiglie. Ed è il momento di una breve citazione:

<>.  ved.11/06/14"DANNO ESISTENZIALE: QUESTE STRANE OCCASIONI" – Giulia TORNESELLO prima parte)

Come è vero. E come è faticoso straniante  se condotto in solitudine. L"agenda di vita sconvolta. Come un marchio. (g.t.)



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