Legislazione e Giurisprudenza, Danni non patrimoniali, disciplina -  Russo Paolo - 2014-03-04

DANNO DA MORTE: LA PAROLA ALLE SEZIONI UNITE – Cass. 5056/14 - Paolo RUSSO

Cassazione Civile, sez. III, 4 marzo 2014, n. 5056, Pres. Russo, Rel. Travaglino Solo le Sezioni Unite possono definire e precisare, al fine di salvaguardare le imprescindibili ragioni di certezza del diritto, il tema del diritto della risarcibilità iure hereditario del danno da morte immediata.

Lo ha deciso la terza sezione della Suprema Corte, la quale ha evidenziato come, con la storica sentenza n. 1361/2014 (già commentata da questo Autore sul presente sito), la giurisprudenza di legittimità, giudicando risarcibile il danno da perdita della vita immediatamente conseguente alle lesioni riportate a seguito di un incidente stradale, si fosse posta "in consapevole contrasto con la propria, precedente, giurisprudenza, che più volte ha avuto modo di pronunciarsi in senso opposto in subiecta materia".

La diversa conclusione cui è pervenuta la pronuncia n. 1361/14, si legge in ordinanza, parte dalla premessa secondo la quale la perdita della vita non può lasciarsi priva di tutela, anche civilistica, poiché il diritto alla vita è altro e diverso dal diritto alla salute, così che la sua risarcibilità costituisce realtà ontologica ed imprescindibile eccezione al principio della risarcibilità dei soli danni conseguenza.

Il contrasto di giurisprudenza così generatosi, e la concorrente particolare importanza della questione ha indotto il collegio a rimettere gli atti del procedimento al Primo Presidente per valutare l"esigenza di investire sull"argomento le Sezioni Unite della Corte di Cassazione.



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