Legislazione e Giurisprudenza, Danni non patrimoniali, disciplina -  Cardani Valentina - 2015-07-09

DANNO DA MORTE: NON BASTA UN SIMBOLICO RISARCIMENTO- Cass. 13198/15 – V. CARDANI

- Danno da morte – sinistro mortale

- Danno biologico terminale e danno catastrofale

- Quantificazione danno

La Suprema Corte di Cassazione con la pronuncia in oggetto ha ribadito che il danno iure hereditario spettante ai congiunti della vittima di un sinistro stradale non può risolversi in un riconoscimento meramente simbolico o irrisorio.

Le regole da seguire sono già state evidenziate dagli Ermellini in precedenti pronunce: ebbene, al fine del calcolo dell'an debeatur, si deve in primo luogo considerare che la perdita della vita è la perdita del bene supremo proprio di ciascun individuo.

A prescindere dal fatto che il de cuius possa aver avuto coscienza dell'evento morte, egli subisce infatti un danno biologico da invalidità temporanea totale a cui deve sommarsi la sofferenza psichica. Tale ultima voce di danno, in particolare, si caratterizza per la sua "enormità" più che per la sua durata. In un solo istante, dunque, la sofferenza per l"imminente perdita della vita si manifesta in tutta la sua intensità ed il risarcimento deve essere commisurato alla sofferenza patita.



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