Legislazione e Giurisprudenza, Danni non patrimoniali, disciplina -  Covotta Giulia - 2016-04-24

Danno da vacanza rovinata: risarcito anche il coniuge non coinvolto nel sinistro – Trib. Reggio Emilia 30.3.2016 – Giulia Covotta

Risarcito il danno da vacanza rovinata alla moglie dell"uomo coinvolto in un incidente stradale in seguito al quale la coppia non ha potuto godere della vacanza programmata.

La sentenza in commento è sicuramente una pronuncia molto interessante in ambito di danno (non patrimoniale) da vacanza rovinata definito anche come il pregiudizio conseguente alla lesione dell'interesse del turista a godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo.

Il danno derivante dalla vacanza rovinata può essere considerato, in senso ampio, come quel danno comprendente ogni aspetto pregiudizievole, sia di tipo patrimoniale (ovvero il pregiudizio economico per gli esborsi sostenuti) sia di tipo non patrimoniale (in particolare quello dovuto alla delusione ed allo stress subiti). In senso più ristretto, invece, si intende quale danno "da vacanza rovinata" quell"aspetto prettamente non patrimoniale, più specificamente morale e/o esistenziale, del pregiudizio.

Nel caso de quo i fatti traggono origine da un incidente occorso ad un uomo il quale, a causa di un sinistro stradale (qualificato poi come infortunio sul lavoro), rinunciava alle vacanze con la famiglia.

La partenza della coppia era prevista due giorni dopo il fatto e la vacanza era già stata prenotata e acquistata con la formula del pacchetto turistico "all inclusive" (il cd. contratto di viaggio "tutto compreso", anche detto pacchetto turistico o travel package ovvero, quel particolare tipo di contratto turistico disciplinato dall"art. 34 del d.lgs 79/2011).

Marito e moglie, non soddisfatti della parziale offerta della Compagnia di assicurazione, ricorrevano al Giudice di Pace per vedersi riconoscere tutti i danni subiti (comprensivi anche del danno da vacanza rovinata per non aver potuto godere del viaggio già prenotato).

Il Giudice di Pace adito riconosceva unicamente all"uomo, vittima del sinistro, un risarcimento del danno biologico (con aggiunta della personalizzazione) unitamente al rimborso delle spese mediche e delle spese legali stragiudiziali.

Nel giudizio di primo grado, tuttavia, il Giudice respingeva le domande della moglie non riconoscendo ad entrambi i coniugi il richiesto danno da vacanza rovinata.

La coppia, dunque, proponeva appello nanti il Tribunale di Reggio Emilia lamentando l"ingiustizia dell"impugnata sentenza per avere il Giudice di Pace erroneamente quantificato il danno complessivo risarcibile – non avendo considerato nell"importo complessivo il rimborso delle penali a seguito dell"annullamento del viaggio e avendo, invece, provveduto a scomputare tale somma dall"importo, in uno con quanto pagato ante causam dalla compagnia assicuratrice – nonché per non aver riconosciuto alcuna somma a titolo di danno non patrimoniale da vacanza rovina o da ferie non godute né al soggetto direttamente coinvolto nel sinistro né alla di lui moglie.

Il Tribunale (in funzione di Giudice d"appello) confermando la parte di sentenza di primo grado in cui il Giudice di Pace riconosceva all"uomo una somma a titolo di risarcimento, ha aggiunto, altresì, una somma per il rimborso delle penali per l"annullamento del viaggio ed una somma a titolo di risarcimento del danno da vacanza rovinata.

Sul punto, il Tribunale, accogliendo le domande della coppia, in tema di danno da vacanza rovinata, ha pronunciato il principio secondo cui le ferie rappresentano un diritto – inviolabile e irrinunciabile –  costituzionalmente garantito dall"art. 36 Cost. e devono essere considerate non solo quale periodo di riposo dall"attività lavorativa, ma anche quale periodo in cui, per il lavoratore, è sicuramente maggiormente possibile dedicarsi agli affetti familiari.

Da ciò consegue – ha proseguito il Tribunale – che la moglie, pur non coinvolta direttamente nel sinistro, è anch"ella colpita dal mancato godimento delle ferie, ovvero dal mancato godimento della vacanza programmata con la propria famiglia.

Il Giudice, infatti, ha affermato che "le ferie consentono il soddisfacimento di esigenze di rigenerazione di esigenze psicofisiche fondamentali del lavoratore, permettendo, peraltro, allo stesso, di partecipare più incisivamente alla vita familiare e sociale: motivo per cui il diritto al godimento della vacanza non può considerarsi soltanto quale diritto di credito, nascente dal contratto di viaggio e tutelabile a livello contrattuale nei rapporti con l"organizzatore o tour-operator ma anche come diritto assoluto tutelabile in via aquiliana".

Infatti, sebbene le conseguenze lesive del sinistro fossero minime, il fatto che si trattasse di un infortunio INAIL – con le limitazioni che ciò comporta – aveva di fatto costretto l"uomo a rinunciare alla partenza, riducendo, quindi, oggettivamente, il pieno godimento delle ferie da parte dei coniugi.

Il danno da vacanza rovinata, come da giurisprudenza consolidata, è stato liquidato, in via equitativa, riconoscendo (oltre ad una somma per rimborso di penali per annullamento del viaggio) la somma di Euro 400 per ciascuno dei coniugi.

Sull"argomento, per chi volesse approfondire il tema del danno da vacanza rovinata, si rimanda alla lettura del seguente volume: Il danno da vacanza rovinata. Come si tutela il turista. (KEY EDITORE, 2015)



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