Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Redazione P&D - 2013-11-02

DANNO ESISTENZIALE: IMPRESCINDIBILI LE PRECISE INDICAZIONI DEL DANNEGGIATO - Tar Firenze 17.9.2013

T.A.R. Firenze, sez. III, 17/9/2013, n. 1270, pres. Nicolosi, est. Di Santo, ha affermato che "con riferimento alla dimostrabilità di un effettivo danno arrecato al patrimonio e alla sfera non patrimoniale è necessario che sia comunque la parte ricorrente a dover provare il concreto pregiudizio patito consistente nella diminuzione dell'integrità patrimoniale e negli effetti negativi subiti dalla sfera psicologica del destinatario dell'atto lesivo, sotto i profili morale-soggettivo e biologico-esistenziale.

Tale onere di supportare con idonei elementi probatori il danno subito è posto a carico dell'interessato atteso che la realtà creata dall'azione amministrativa è nella disponibilità della parte, sia sotto il profilo dell'allegazione sia sotto quello dell'acquisizione conoscitiva.

Ebbene, nella specie, il ricorrente non ha adempiuto a siffatto onere. Infatti, si è limitato ad operare una elencazione dei danni (anche non patrimoniali) asseritamente derivanti dall'adozione di provvedimenti illegittimi dell'amministrazione comunale senza però allegare alcuna prova dell'effettiva esistenza di tali danni patrimoniali e non. Onere probatorio sussistente anche per il danno da perdita di chance, che imponeva al ricorrente di dimostrare l'esistenza di una concreta probabilità di opportunità favorevoli che egli avrebbe potuto cogliere permanendo nella carica di Consigliere Comunale, in quanto, diversamente opinando diventerebbero risarcibili anche mere possibilità di successo statisticamente non significative.

Lo stesso dicasi per il danno non patrimoniale, che è categoria ampia, nella quale trovano collocazione tutte le ipotesi di lesione di valori inerenti alla persona, ovvero sia il danno morale soggettivo (concretantesi nella perturbatio dell'animo della vittima), sia il danno biologico in senso stretto (o danno all'integrità fisica e psichica, coperto dalla garanzia dell'art. 32 della Costituzione), sia il danno esistenziale (o danno conseguente dalla lesione di altri beni non patrimoniali di rango costituzionale) (cfr., Cons. Stato, sez. V, 18 gennaio 2006, n. 125).

Infatti, anche per conseguire il risarcimento del danno non patrimoniale, il richiedente è tenuto ad allegare e provare in termini reali, sia nell'an che nel quantum, il pregiudizio subito, anche qualora collegato a valori riconosciuti a livello costituzionale, e ciò perché l'onnicomprensiva categoria del danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c., pur nei casi in cui la sua applicazione consegua alla violazione di diritti inviolabili della persona, costituisce pur sempre un'ipotesi di danno-conseguenza, il cui ristoro è in concreto possibile solo a seguito dell'integrale allegazione e prova in ordine alla sua consistenza materiale ed in ordine alla sua riferibilità eziologica alla condotta del soggetto asseritamente danneggiante (cfr, ex multis, Consiglio di Stato, IV, 26 marzo 2012, n. 1750; VI, 8 marzo 2012, n. 1317).

In particolare, quanto al danno biologico, va rilevato che non si può prescindere da un accertamento medico legale, assente nella specie.

E, quanto al danno esistenziale, va rilevato che anche in relazione a questo tipo di danno il giudice è astretto alla allegazione che ne fa l'interessato sull'oggetto e sul modo di operare dell'asserito pregiudizio, non potendo sopperire alla mancanza di indicazione in tal senso nell'atto di parte. Il danno esistenziale, infatti, essendo legato indissolubilmente alla persona, e quindi non essendo passibile di determinazione secondo il sistema tabellare - al quale si fa ricorso per determinare il danno biologico, stante la uniformità dei criteri medico legali applicabili in relazione alla lesione dell'indennità psicofisica - necessita imprescindibilmente di precise indicazioni che solo il soggetto danneggiato può fornire, indicando le circostanze comprovanti l'alterazione delle sue abitudini di vita. Mentre il danno biologico non può prescindere dall'accertamento medico legale, quello esistenziale può invece essere verificato mediante la prova testimoniale, documentale o presuntiva, che dimostri nel processo i concreti cambiamenti che l'illecito ha apportato, in senso peggiorativo, nella qualità di vita del danneggiato, e che sussista "la violazione di un diritto della persona costituzionalmente garantito a condizione, in quest'ultimo caso, che la violazione sia stata grave e che le conseguenze della lesione non siano state futili" (TAR Lazio, II quater, 24 gennaio 2012, n. 762). E, in mancanza di allegazioni sulla natura e le caratteristiche del danno esistenziale - assenti nella specie - non è possibile al giudice neppure la liquidazione in forma equitativa, perché questa, per non trasmodare nell'arbitrio, necessita di parametri cui ancorarsi (cfr., Cass. Civ., Sez. Un., 24 marzo 2006, n. 6572 cit.).

Conclusivamente, nel caso che ci occupa, le allegazioni prodotte dal ricorrente non consentono di desumere, secondo un criterio di valutazione oggettiva, l'esistenza e l'entità del pregiudizio subito, in relazione a tutte le voci di danno dedotte".



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