Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Redazione P&D - 2013-09-03

DANNO ESISTENZIALE PER CONSEGNA DI RIGORE - TAR Trieste 1.8.2013

T.A.R. Trieste, sez. I, 1/8/2013, n. 412, Pres. Zuballi, Est. Sinigoi, ha riconosciuto il risarcimento del danno esistenziale subito dal ricorrente a causa della sanzione disciplinare della consegna di rigore, successivamente all'espiazione; il danno è stato quantificato in euro 60 al giorno. Il TAR ha così motivato sul punto:

"Ritenuto che secondo orientamento ormai consolidato della giurisprudenza della Corte di Cassazione, condiviso dal giudice amministrativo (ex multis C.d.S., VI, 16 settembre 2011, n. 5166), sulla base di una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 2059 cod. civ. il danno non patrimoniale, ivi compreso il danno morale soggettivo, è sempre risarcibile, anche a prescindere dal limite derivante dalla riserva di legge correlata all'art. 185 cod. pen. (dunque, anche in assenza di un'ipotesi di reato), allorché si sia in presenza di un'ingiusta lesione di un interesse inerente alla persona, costituzionalmente garantito (v., ex plurimis, Cass., 6 agosto 2007, n. 17180; Cass., 31 maggio 2003, n. 8827);

Ritenuto che la lettura costituzionalmente orientata delle disposizioni di cui all'art. 14, comma 6, della legge 11 luglio 1978, n. 382 ("la sanzione della consegna di rigore non può essere inflitta se non per comportamenti specificamente previsti dal regolamento di disciplina"), all'epoca vigente, e dell'art. 2059 C.C. permette di individuare un ulteriore caso di riparabilità del danno non patrimoniale ovvero quello da restrizione della libertà personale provocata dal provvedimento disciplinare della consegna di rigore poi annullato;

Ritenuto, invero, che la mancanza di una norma che espressamente sancisca la riparabilità del danno non patrimoniale in ipotesi di lesione della libertà personale da provvedimento disciplinare illegittimo e/o la libera accettazione dello status di militare non siano elementi idonei a confutare la ricostruzione proposta, in considerazione della valenza precettiva degli artt. 2 e 13, comma 1, Cost.;

Ritenuto che, sebbene la lesione di un diritto fondamentale non attribuisca al suo titolare il diritto al risarcimento del danno in assenza di prova specifica, dato che la sussistenza di un danno non patrimoniale risarcibile di cui all'art. 2059 C.C. deve essere dimostrata anche quando derivi dalla lesione di diritti inviolabili della persona, dal momento che costituisce "danno conseguenza" e non "danno evento", non può pur tuttavia disconoscersi che l'espiazione della consegna di rigore da parte del ricorrente, in virtù di provvedimento poi dichiarato illegittimo, costituisce di per sé serio indice della sussistenza della lesione di un bene personale di rilevanza costituzionale in capo al medesimo, per lo meno sotto il profilo del danno esistenziale, essendo indubbio che l'aver scontato la punizione della consegna di rigore "... dal termine delle istruzioni giornaliere alla sveglia del mattino successivo"(vedi provvedimento sanzionatorio in data 16 settembre 2004 - all. 3 fascicolo doc. ricorrente) ha pregiudicato il libero dispiegarsi delle attività, delle esigenze e degli interessi personali del signor Pi., compromettendo, la libera esplicazione della sua personalità (...)

Ritenuto che il danno esistenziale può essere liquidato, in via equitativa, nella somma di € 60 al giorno, pari dunque a complessivi € 300,00 (in considerazione della circostanza che la libertà del ricorrente è stata compromessa solo per parte della giornata), da rivalutarsi di anno in anno sino al deposito della presente sentenza, oltre interessi, a titolo di lucro cessante, decorrenti dalla data dell'illecito e fino alla liquidazione con la presente sentenza (…)".



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