Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Menin Alessandro - 2014-07-07

DANNO ESISTENZIALE RISARCIBILE AI GENITORI ANCHE SE E TEMPORANEO – Trib. Padova 592/2014 – Alessandro MENIN

Illuminata sentenza del Tribunale di Padova, giudice dott. Bordon, che ha ritenuto sussistente, e perciò risarcibile, il danno esistenziale sofferto dai genitori di una ragazza seriamente lesa in un sinistro stradale, e protrattosi per quasi due anni.

Il magistrato sottolinea il necessario risarcimento tanto delle sofferenze morali patite dai genitori a causa del sinsitro che ha colpito la figlia, quanto degli oggettivi sconvolgimenti della loro quotidianità, di cui esempio più evidente è la trasformazione del salotto di casa in camera da letto per la figlia, immobilizzata a letto per diversi mesi.

Il pregiudizio causato alla qualità della vita dei genitori, drasticamente peggiorata per tutto il periodo riabilitativo della ragazza, pertanto, deve trovare adeguato ristoro, poiché anche se limitato nel tempo, esso è stato certamente rilevante e, perciò, meritevole di tutela.

Di fatto diverse pronunce della Suprema corte avevano ritenuto risarcibile detti pregiudizi in presenza di lesioni della vittima primaria, ma questi erano casi relegati ad invalidità gravissime, ove la compressione della qualità di vita dei prossimi congiunti era massima e, verosimilmente, destinata a durare per tutta la vita (tra le molte, Cass. 6 aprile 2011, n. 7844).

Il Giudice patavino, facendo propri gli insegnamenti della Cassazione, li applica anche a caso di specie perché, pur evidenziando che la invalidità che ha colpito la figlia, e pari al 32%, non possa essere considerata una macro-invalidità, a seguito di una precisa e puntuale prova è emerso come "il legame tra vittima primaria e secondaria è molto stretto ed è credibile che lesioni come quelle di cui si discute abbiano avuto ripercussioni anche nella qualità della vita dei genitori nel periodo successivo al sinistro".

Certo, poiché al fine, anche per la figlia si è potuto apprezzare un ritorno alla quasi-normalità, anche la "fase acuta" del pregiudizio genitoriale va limitato nel tempo, ovvero a quel periodo "in cui i genitori si sono fatti sicuramente carico – anche modificando profondamente le loro abitudini di vita – di tutte le necessità della figlia conseguenti alla grave invalidità".

La sentenza in esame, pertanto, impone una seria riflessione poichè non appare corretto escludere apoditticamente che una lesione che non sia gravissima possa cagionare ai familiari un danno meritevole di tutela, seppur temporaneo e limitato nel tempo, ma appare necessario eseguire una adeguata e concreta indagine volta a stabile se detto danno si sia prodotto o meno.



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