Legislazione e Giurisprudenza, Danno esistenziale -  Russo Paolo - 2015-03-02

DANNO ESISTENZIALE: VA RISARCITO, ECCOME SE VA RISARCITO! – Trib. Penale Bari, 24.02.2015 - Paolo RUSSO

Tribunale Bari, sez. II Penale, 24 Febbraio 2015, G.U. Spagnoletti Un procedimento per frode in competizione sportiva con concorso di persone nel reato si conclude con la condanna degli imputati.

Dimostrata in particolare, nella fattispecie, la compravendita di una partita di calcio di serie A (non di una partita qualsiasi, per giunta, bensì di un sentitissimo derby), tramite erogazione ad uno degli atleti in campo di una ingente somma di denaro, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, e di alterare i verdetti sulla retrocessione al termine della stagione calcistica.

Ciascuno dei tifosi delle due squadre coinvolte nella combìne, costituitisi parte civile, ha ottenuto un risarcimento del danno non patrimoniale subìto - danno di tipo esistenziale - pari a 400 euro.

Significativa, in particolare, la specificazione del pregiudizio patito dai tifosi operata dal giudice del capoluogo pugliese: trattasi di "un significativo e non bagatellare pregiudizio, consistente, oltre che nel patimento e nella sofferenza transeunte" (oltre che, pertanto, in un danno morale), "nell"aver in qualche modo smarrito i propri valori sportivi e mutato in senso peggiorativo le proprie abitudini di vita (delusione e perdita di fiducia nella correttezza delle partite di calcio e nella lealtà dei calciatori; perdita di interesse e desiderio di coltivare il proprio hobby di seguire la squadra del cuore dal vivo, anche in trasferta)".

Un vero e proprio danno esistenziale, dunque: con la precisazione che l"interesse del tifoso alla lealtà e correttezza della gara in questione era fondato espressamente "su un titolo contrattuale, incorporante uno specifico diritto (di credito) ad assistere ad una competizione sportiva regolare, oltre che sulla propria personale condizione di "fidelizzazione" alla squadra del cuore attraverso la sottoscrizione dell"abbonamento annuale e/o "tessera del tifoso".

Pregiudicato, allora, il diritto "qualificato e differenziato" alla fruizione dell"evento sportivo, svoltosi invece con caratteristiche del tutto diverse da quelle essenziali legittimamente attese; con conseguente "danno da passione sportiva rovinata", espresso nella sofferenza provocata nell"apprendere della combìne di una partita particolarmente attesa e sentita dai tifosi come il derby tra due squadre della stessa regione.

Ed infatti, nel quantificare in via equitativa l"importo del danno esistenziale da risarcire a ciascun tifoso, il giudice di merito ha tenuto espressamente conto "del notorio fascino, per gli appassionati di sport, della c.d. "partita di campanile", e della tradizionale ed imperitura "contrapposizione sportiva" tra le opposte tifoserie delle due squadre", circostanza, questa, tale da rendere "immediatamente apprezzabile come la sofferenza nell"apprendere che la partita era stata "truccata" sia stata ben più grave e profonda di quanto avrebbe potuto esserlo in relazione a qualsiasi altro incontro di calcio della propria squadra del cuore".



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