Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Bernicchi Francesco Maria - 2014-09-30

DECADENZA PER L'INDENNIZZO DA TRASFUSIONI ERRATE: LA QUESTIONE ALLE SS.UU. - Cass. Civ. 20519/2014 - F.M. BERNICCHI

Si prende in esame una recentissima ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione (sez. VI Civile - L, 15 luglio– 29 settembre 2014, n. 20519) con la quale la sezione de quo ritiene necessario l'intervento delle Sezioni Unite per la controversa applicazione della disciplina della decadenza triennale per i "I soggetti interessati ad ottenere l'indennizzo di cui all'articolo 1, comma 1, presentano alla USL competente le relative domande, indirizzate al Ministro della Sanità, entro il termine perentorio di tre anni nel caso di vaccinazioni o di epatiti post - trasfusionali o di dieci anni nei casi di infezioni da HIV. I termini decorrono dal momento in cui, sulla base delle documentazioni di cui ai commi 2 e 3, l'avente diritto risulti aver avuto conoscenza del danno. (...)".

Le sentenze che rendono noto e palese il contrasto di orientamenti in seno alla Corte sono, tra le altre, Cass. sez. lav. 12 maggio 2014 n. 10215 e Cass. sez. lav. 29 maggio 2014 n. 13355.

La prima in ordine cronologico delle due sentenze, dando seguito ad un orientamento giurisprudenziale, ha osservato che "il termine di decadenza previsto dalla legge 210/92, art. 3, per la proposizione della domanda amministrativa di indennizzo per le patologie derivanti da vaccinazioni non si estende analogicamente alle ipotesi di epatiti post trasfusionali, in quanto trattasi di norma eccezionale, per la quale vige il divieto di applicazione analogica" . Conseguentemente ha ritenuto che " per il caso delle epatiti post­trasfusionali verificatesi prima delle modifiche introdotte dalla legge n. 238 del 1997, la domanda è proponibile nell'ordinario termine di prescrizione decennale, a decorrere dal momento in cui l'avente diritto ha avuto conoscenza del danno (cfr. Cass. 22 marzo 2010 n. 6923, Cass. 23 aprile 2003 n. 6500 e, in precedenza, Cass. 27 aprile 2001 n. 6130.)

In definitiva ha ribadito il principio che "il termine di decadenza previsto dall'art. 3 della legge n. 210 del 1992 per la proposizione della domanda amministrativa di indennizzo per le patologie derivanti da vaccinazioni non si estende analogicamente alle ipotesi di epatiti post - trasfusionali, in quanto trattasi di norma eccezionale, per la quale vige il divieto di applicazione analogica, e che da ciò consegue che, per il caso delle epatiti post - trasfusionali verificatesi prima delle modifiche introdotte dalla legge n. 238 del 1997, la domanda è proponibile nell'ordinario termine di prescrizione decennale, a decorrere dal momento in cui l'avente diritto ha avuto conoscenza del danno".

Del tutto diversamente la sentenza n. 13355 del 2014 si pone poi in consapevole contrasto con la sentenza n. 10215 del 2014 e ha ribadito che la disposizione contenuta nell'art. 252 disp.att. cod.civ. ispirata ad esigenze di equità ed espressione di un principio generale di diritto transitorio (Corte Cost. 24.4.1996 n. 128, 9.4.2003 n. 5522, Cass. s.u. 7.3.2008 n. 6173) è applicabile anche nell'ipotesi in cui per l'esercizio di un diritto sia disposta una nuova decadenza prima non prevista escludendo che nella specie sia ravvisabile una applicazione analogica di una norma speciale in quanto impositiva di una decadenza.

Pertanto, ritiene il collegio che sia necessario l'intervento delle Sezioni unite, atteso che  
le due sentenze si pongono in posizione del tutto contrapposta e danno seguito, ciascuna di loro, ad orientamenti giurisprudenziali che seppur in tempi diversi hanno avuto consistente seguito.



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