Articoli, saggi, Persone con disabilità -  Redazione P&D - 2016-04-15

Di buone intenzioni lastricato (in margine alla giornata sull'autismo) – Giuseppe Fedeli

Se ne parla con una disinvoltura da pazzi: roba da far vergognare anche il più incallito dei lestofanti, da insolentire il più frigido degli abitatori del pianeta. Accendo distrattamente la radio e casualmente -ma guarda caso...-m'imbatto in una trasmissione popolar-demenziale sulle "diverse diversità", o, come si usa dire con un sintagma di conio (esclusivamente) italico-but politically correct, of course!- sui "diversamente abili", per non dire -a tutela delle anime belle delicate e "offense"!...- handicappati. Così -quasi testualmente lo speaker tutto frizzi e lazzi (idiota patentato, ma chi ti ci ha incollato, mi chiedo, a quella consolle?...) all'interlocutrice ridanciana-e sicuramente belloccia-: hai saputo della questione della spiaggia dove non ci sono nemmeno passaggi per le carrozzine utilizzate dai diversamente abili?...e quella mamma che non sapeva dove mettersi le mani?...e di rimando, parlandosi addosso: ma non c'è problema, qualcuno prima o poi ci penserà, per intanto passeranno altrove (e risatina di sottofondo, che definire odiosa è indulto celeste)!... Ed ora lo stacco pubblicitario con una bella ballata di country americano!... e si riprende la carrellata delle oscenità via etere: tocca a lei, stavolta, tutta sorrisi e ammicchi: io invece mi trovavo in treno quando ho visto un tale che straripava dalla carrozzina e, non essendo state abbattute le barriere, il povero cristo è dovuto rimanere appiedato(si fa per dire, anzi, beceramente, per ridere, a mo' di sfottò...). Sì, questi sono gli episodi che caratterizzano l'Italia. E allora, "di rincalzo", all'esito di una resipiscenza che odora di grazia: ma ci vorrebbe più solidarietà (l'acqua calda? che scoperta grandiosa!...), non è possibile così, eppure... e si continua, imperterriti. Bene, adesso intervistiamo l'esperto su quelle che sono le condizioni meteo, sta per fare l'ingresso trionfale la nuova stagione!... e un altro bello stacco musicale eccetera eccetera e bla bla bla. Niente di nuovo sotto il sole, ammonisce l'Ecclesiaste. È forse la coda più disonorevole della giornata sull'autismo, il culmine dell'ipocrisia: si fanno le leggi senza la copertura finanziaria, si inneggia a una coscientizzazione che non c'è tanto per lavare i panni sporchi in casa altrui e pulirsi la coscienza. Il giorno dopo i lumini sono già spenti, nessuno pensa più a nessuno: è la dura "legge del menga". È quel che si nomina solidarietà, vessillo e vanto di un Paese che ha perso ogni direzione, valoriale ed estetica, ma prima di tutto "politica", nel senso nobile e nobilitante del termine. Chi non rispetta il prossimo nelle sue peculiarità e anche nella sua patologia -sempre che di patologia si possa parlare...: dei due, chi è il più "malato"?...- non è degno di essere chiamato uomo; soprattutto chi specula e chi irride a certi valori buttandoli come merce "tabaccosa" sulla bancarella dei vucumprà (e offendiamo questi poveri diavoli...) in un gioco al rialzo (o al ribasso, a seconda che prevalga il toro o l'orso...) dei gusti e della disponibilità delle tasche. Una cosa da gridare vendetta al cospetto d'Iddio. Ma per le teste vuote basta parlarne soltanto perché si faccia "tana libera tutti" -ossia si decreti amnistia plenaria-, e ci si scrolli di dosso la fuliggine di un precipitato (peso etico) per poi, profumati di bagnoschiuma, girare la faccia e pensare alle proprie cure (al proprio stomaco, per non andare di grana grossa). Allora, in barba a questo valzer di falsità borghesi e genetliaci melati, guardiamo in faccia una volta per tutte la realtà: dite che ve ne fregate, signori "per bene", è meglio per voi, molluschi in tight: la lacrima "appiccata" di Pierrot non ha mai guarito nessuno male, il medico "pietoso" fa soltanto danni. Qui c'è di peggio: carità pelosa pietisticamente paludata e inneggiata, patetismo da quattro soldi. Incommensurabili se falso, nella specie autenticamente falso. Dateci invece una mano, scuotetevi da un immobilismo cieco che tracima di imbecillità recidivante, e rimboccatevi le maniche, invece di sbandierare un buonismo che fa ridere i polli. Fa' l'omo, avrebbe detto puntando il dito mio nonno: nel senso meraviglioso e ormai perduto nelle secche dell'insignificanza di "martire", testimone di verità. Razza di scribi e farisei, che "sanno" quel che fanno.



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