Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Cuzzola Paolo Fortunato - 2016-06-17

Diffamazione a mezzo stampa è obbligatoria la mediazione civile no la negoziazione di Paolo F. Cuzzola

Con ordinanza datata 12 maggio 2016 il Tribunale di Verona nella persona del G.I. Vaccari si pronuncia in merito alla coesistenza tra negoziazione assistita e mediazione obbligatoria, nonché all"esclusione della prima in favore della seconda.

Il caso sottoposto al giudicante prende avvio da una domanda di risarcimento danni inferiore a euro 50.000 per diffamazione, e come tale soggetta alla sola mediazione c.d. obbligatoria, e non anche alla negoziazione assistita c.d. obbligatoria.

Tale assunto si desume dall"applicazione dell"art. 3, comma 5, d.l. 132/2014, che se da una lato consente il cumulo tra negoziazione assistita obbligatoria e altre condizioni di procedibilità, dall"altro chiarisce che tale cumulo va comunque limitato ai casi in cui la medesima domanda o una pluralità di domande distinte siano soggette a condizioni di procedibilità diverse.

Ma ancor di più, la normativa di riferimento al suo art. 3, comma 1, primo periodo, esclude espressamente dalla negoziazione assistita le controversie che rientrano nel novero di quelle contemplate dall"art. 5, comma 1 bis, d.lgs. 28/2010 (mediazione c.d. obbligatoria).

A ben vedere dunque, alla luce della richiesta attorea e cioè il risarcimento danno derivante da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità attribuita ai convenuti (ex art. 2043 c.c.) sarebbe esperibile il tentativo di mediazione obbligatoria ex art. 5 comma 1 bis D.Lgs 28/2010; in relazione invece all"entità della condanna richiesta sulla scorta del diverso e concorrente titolo di responsabilità quale "domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro" sembra esservi la necessità di far espletare la procedura di negoziazione assistita c.d. obbligatoria

Stante il sopra citato art. 3 relativo alla negoziazione assistita sarebbe ammesso il cumulo tra negoziazione assistita obbligatoria e altre condizioni di procedibilità.

Tuttavia, spiega il Giudice, l"ambito di applicazione di tale norma va limitato ai casi in cui la medesima domanda o una pluralità di domande distinte siano soggette a condizioni di procedibilità diverse.

Il caso di specie, quindi, esula dall"ambito di applicazione del detto articolo 3, comma 5, d.l. 132/2014, in virtù del disposto ex art. 3, comma 1 primo periodo che esonera espressamente dall"obbligo di negoziazione assistita tutte le controversie ricomprese nell"alveo delle materie per cui è obbligatoria la mediazione

Nella fattispecie, poiché i convenuti, che nel costituirsi in giudizio avevano eccepito in via pregiudiziale il difetto di procedibilità della domanda attorea per non essere stata preceduta dalla mediazione finalizzata alla conciliazione, il Giudice ha assegnato alle parti termine di quindici giorni per presentare l"istanza di mediazione.



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