Legislazione e Giurisprudenza, Appalti -  Santuari Alceste - 2014-02-24

DIRETTIVA APPALTI 2014: NOVITA PER IN HOUSE E COOPERAZIONE TRA ENTI PUBBLICI – Alceste SANTUARI

In data 15 gennaio 2014, il Parlamento Europeo ha adottato il nuovo pacchetto "appalti e concessioni", ora in attesa di essere pubblicato sulla GUCE.

Premettendo che gli Stati membri sono liberi di attribuire alla nozione di interesse generale la qualificazione conforme ai diritti nazionali, la direttiva in parola contiene, inter alia, alcune novità riguardanti gli affidamenti in house (art. 17). L"articolo, riassumendo in una previsione di diritto positivo la ricostruzione giurisprudenziale che la Corte europea di giustizia ha operato in questi decenni, esclude dall"ambito di applicazione della direttiva "una concessione aggiudicata da un"amministrazione aggiudicatrice e da un ente aggiudicatore" a una persona giuridica di diritto pubblico o privato, a condizione che:

  1. l"amministrazione aggiudicatrice o l"ente aggiudicatore eserciti sulla persona giuridica un controllo analogo a quello da esso esercitato sui propri servizi;
  2. oltre l"80 per cento delle attività della persona giuridica controllata siano effettuate nello svolgimento dei compiti ad essa affidati dall"amministrazione aggiudicatrice o dall"ente aggiudicatore controllante o da altre persone giuridiche controllate dall"amministrazione medesima;
  3. nella persona giuridica controllata non vi siano partecipazioni di capitali privati diretti, ad eccezione di forme di partecipazione di capitali privati che non comportino controllo o potere di veto, prescritte dalle norme nazionali, che non esercitino un"influenza determinante sulla persona giuridica controllata

Quando si esercita il controllo analogo? Quando – recita la direttiva – è riscontrabile "un"influenza decisiva sugli obiettivi strategici e sulle decisioni significative della persona giuridica controllata". Interessante e foriera di qualche valutazione pro futuro è la specificazione di controllo che la direttiva in parola offre all"interprete: controllo è analogo anche quando esso è esercitato da una persona giuridica diversa, a sua volta controllata allo stesso modo dall"amministrazione aggiudicatrice o dall"ente aggiudicatore. È questo il caso delle società holding, attraverso le quale le P.A. possono intervenire nel settore complesso e articolato dei servizi di interesse generale.

Si noti che, avuto riguardo soprattutto alla giurisprudenza nazionale, la direttiva prevede che il soggetto controllato possa anche registrare la presenza di capitali privati, purché questi non integrino una partecipazione di controllo o di influenza determinante sugli obiettivi dello stesso.

L"art. 17 dispone anche in ordine ai contratti conclusi tra enti pubblici nello svolgimento di funzioni e compiti di interesse generale. Essi non rientrano nell"ambito di applicazione della direttiva in argomento quando ricorrano le seguenti condizioni:

  1. il contratto deve stabilire o realizzare una cooperazione tra le P.A. aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori partecipanti, finalizzata a fare in modo che i servizi pubblici che esse sono tenute a svolgere siano prestati nell"ottica di conseguire gli obiettivi che esse hanno in comune;
  2. l"attuazione di tale cooperazione deve essere retta esclusivamente da considerazioni riguardanti l"interesse pubblico;
  3. le P.A. aggiudicatrici o gli enti aggiudicatori partecipanti devono svolgere sul mercato aperto meno del 20 per cento delle attività interessate alla cooperazione.

L"articolo 17 ha dunque il pregio di "consolidare", da un lato, in un testo di legge le caratteristiche del c.d. in house providing e della cooperazione tra P.A. e, dall"altro, di aprire la strada ad interessanti sperimentazioni gestionali ed organizzative, in quadro che esalta le competenze e le funzioni degli enti locali in ordine agli interventi nel comparto delle public utilities.



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