Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Bernicchi Francesco Maria - 2014-11-21

DIRITTO DI CRITICA NEI CONFRONTI DEL PROPRIO AVVOCATO 'NEGLIGENTE' - Cass. Pen. 47103/14 - F.M. BERNICCHI

Ingiuria e diffamazione nei confronti del libero professionista

Cliente diffama ed ingiuria proprio avvocato accusandolo di aver fatto scadere i termini per appellare

La Corte di Cassazione riconosce, pur indicandone delle caratteristiche, l"esimente del diritto di critica

Si prende in esame una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (sez. V Penale, sentenza 26 settembre – 13 novembre 2014, n. 47103) relativa al tema dei reati contro l"onore – ingiuria e diffamazione – e il sottile confine con il diritto di critica, in particolare in caso di critica del cliente nei confronti del proprio avvocato fiduciario.

Il fatto, in breve: il tribunale di Ferrara, come giudice d"appello del primo giudice di pace, confermava la sentenza di primo grado con la quale B.S. fu condannato alla pena di giustizia e risarcimento del danno perché riconosciuto colpevole dei delitti di ingiuria e diffamazione nei confronti dell'avvocato Giuseppina D.B., reati commessi per via epistolare.

L"imputato ricorre in Cassazione deducendo violazione di legge e carenze dell"apparato motivazionale in quanto egli avrebbe correttamente esercitato il diritto di critica nei confronti del legale sopraindicato, il quale, con scarsa diligenza e professionalità, aveva lasciato scadere i termini per appellare una sentenza del tribunale monocratico di Ferrara, con la quale B. era stato condannato. Nella lettera inviata al consiglio dell'ordine, infatti, non vi erano espressioni incontinenti e/o comunque lesive della personalità del legale.

Per i giudici di Piazza Cavour il ricorso è fondato e merita accoglimento

Infatti, per quello che ci interessa, se effettivamente l'imputato era stato danneggiato dalla condotta professionalmente negligente e/o imperita del suo avvocato, egli era certamente nel suo diritto di censurare, con espressioni non inurbane, l'operato del professionista: innanzitutto presso l'ordine professionale cui la predetta apparteneva, in secondo luogo rappresentando alla stessa il suo disappunto.
Naturalmente il diritto di critica deve essere esercitato in presenza della effettiva sussistenza del fatto criticato e della sua attribuibilità alla persona che si intende criticare. Nel caso di specie, si tratta, come più volte chiarito, della pretesa condotta professionalmente poco accorta della avvocatessa D.B..
Di tanto dovrà farsi carico, nel corso di nuovo esame, il giudice di rinvio, vale a dire il tribunale di Ferrara.

In sostanza, quindi, se una missiva indirizzata al legale "distratto" non contiene espressioni ex sé ingiuriose non si può considerare lesiva dell"onore e dunque penalmente rilevante, vi è sempre la necessità di comprendere la sussistenza del fatto e il legame con la persona che si intende criticare.



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