Legislazione e Giurisprudenza, Fine vita -  Rossi Stefano - 2014-06-25

DIRITTO E FINE VITA: ANCHE LA FRANCIA HA IL SUO CASO TERRY SCHIAVO - Conseil d'Etat, 24.6.2014 - Stefano ROSSI

Anche la Francia ha il suo caso "Schiavo", il che inevitabilmente ha portato ad una divisione nell"opinione pubblica e nelle aule dei Tribunali.

Ieri in poche ore si sono succedute due decisioni l"una contraddetta dall"altra: mentre il Consiglio di Stato ha deciso di interrompere i trattamenti di sostegno vitale a favore di Vincent Lambert, tetraplegico in stato vegetativo da oltre sei anni, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha disposto la sospensione della sentenza.

La decisione del Conseil d"Etat

Dopo più di sei mesi di attesa, i 17 giudici del Consiglio di Stato hanno deciso di interrompere i trattamenti che mantengono in vita Vincent Lambert.

Il Vice-presidente della Corte, Jean-Marc Sauvé, ha giustificato questa decisione richiamandosi al rispetto della volontà del paziente. Vincent Lambert infatti "aveva prima del suo incidente [nel 2008] chiaramente e ripetutamente espresso il desiderio di non essere tenuta in vita artificialmente".
Un altro argomento che ha sostenuto la decisione della Corte attiene ai danni irreversibili subiti a seguito dell"incidente dall"ex infermiere psichiatrico. La perizia medico-legale, pubblicata a fine maggio, ha accertato il deterioramento della sua salute. Lambert si trova in uno stato di coscienza minima dal 2011, è ora in uno stato vegetativo. La decisione della Corte ora lascia il campo aperto per l"equipe medica del dottor Kariger, che cura il paziente presso l"Ospedale Universitario di Reims, che deve definire un protocollo per eseguire le procedure atte a sospendere gradualmente gli unici due trattamenti che il paziente riceve: l"idratazione artificiale e la nutrizione.

La Corte europea dei diritti dell"uomo ha sospeso la decisione

La Corte europea dei diritti dell"uomo (CEDU) ha deciso di richiedere allo Stato francese la sospensione della sentenza del Consiglio di Stato francese che autorizza l"interruzione delle cure per il tetraplegico Vincent Lambert, per esaminare il ricorso presentato dalla famiglia. La Corte pone inoltre il divieto di spostare l"uomo dall'ospedale in cui è ricoverato.

La decisione della Corte europea segue di poche ore quella del Consiglio di Stato, chiedendo al governo francese "di far sospendere la decisione fintanto che e' aperta la procedura presso la Corte".
La decisione della Corte si fonda sull'articolo 39 del suo regolamento, che prevede che essa può imporre agli Stati delle misure urgenti e provvisorie, "a titolo eccezionale, quando i richiedenti siano esposti -con l'applicazione di tali misure- ad un reale rischio di danni gravi e irreversibili".

Il ministro della Giustizia si e' limitato a confermare che provvederà nel senso richiesto dalla CEDU.

Fatti e procedimento

L"Assemblea del Consiglio di Stato, nella formazione solenne di 17 giudici, si è riunita una seconda volta per deliberare sul ricorso sul caso relativo alla situazione del signor Vincent Lambert.

In data 11 gennaio 2014, il medico responsabile del signor Vincent Lambert presso l"Ospedale Universitario (CHU) di Reims aveva preso la decisione di interrompere l"alimentazione e l"idratazione artificiale del paziente.

In data 16 gennaio la Corte amministrativa di Chalons-en-Champagne su istanza dei familiari del paziente aveva sospeso l"esecuzione della decisione. La moglie del signor Vincent Lambert, un nipote di quest"ultimo e il CHU de Reims aveva quindi impugnato tale sentenza dinanzi al Consiglio di Stato.

La seduta del Consiglio di Stato si è tenuta il 6 febbraio 2014; si è trattato di un"udienza interlocutoria in cui sono state ascoltate le parti e i loro difensori. Data la enorme complessità sul piano etico, umano e scientifico della situazione sottoposta per la prima volta al massimo giudice transalpino, la Corte ha rinviato la decisione della causa ad una successiva udienza. In data 14 febbraio 2014 ha incaricato un gruppo di tre specialisti in neuroscienze di effettuare una perizia sulle condizioni del signor Vincent Lambert per avere informazioni complete e aggiornate sul suo stato di salute. Ha anche invitato l"Accademia Nazionale di Medicina, il Comitato Nazionale di Etica, il Consiglio Nazionale del Collegio dei Medici e Jean Leonetti a presentare osservazioni generali sulla questione in veste di amici curiae.

In data 24 giugno 2014 la Corte si è pronunciata sulla legittimità della decisione presa dal medico responsabile del signor Vincent Lambert tenuto conto in particolare, delle perizie e delle osservazioni per venute nel frattempo.

Decisione del Consiglio di Stato

La decisione del Consiglio di Stato rientra nel quadro delineato dalla legge 22 aprile 2005, cd. legge Leonetti. Il legislatore, adottando le disposizioni del codice della sanità pubblica dalla legge, ha delineato il quadro che legittima un medico ad assumere la decisione di limitare o interrompere un trattamento che si caratterizzi come forma di accanimento terapeutico irragionevole nell"ipotesi in cui il paziente sia in fine vita. Il Consiglio di Stato ha rilevato che l"accanimento terapeutico sussiste, in particolare, secondo la legge, in caso di trattamento effettuato senza che lo stesso produca alcune beneficio per il paziente. Ha ricordato altresì che la nutrizione e l"idratazione artificiali costituiscono il trattamento sospendibile ai sensi della legge del 22 aprile 2005. La decisione del Consiglio di Stato ha sottolineato che la legge Leonetti è compatibile con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell"uomo e delle libertà fondamentali, in particolare con l"art. 2 che protegge il diritto alla vita.

Il Consiglio di Stato ha poi precisato che, per decidere se interrompere l"alimentazione e l"idratazione artificiale verso un paziente in stato vegetativo non in grado di esprimere la sua volontà, il medico deve poter contare su un insieme di elementi probatori il ​​cui peso relativo non può essere predeterminato e dipende dalle particolari circostanze in cui si trova il singolo paziente.

Questi elementi includono dati medici che devono essere raccolti in modo sistematico, anche in relazione alla condizione attuale del paziente, ai progressi o alle ricadute conseguenti alla malattia, alla sofferenza subita dallo stesso. Il medico deve inoltre attribuire particolare rilievo al desiderio che il paziente può avere, se del caso, già espresso nella forma di direttive anticipate o in altra forma. Se la volontà del paziente è sconosciuta, non si può presumere che lo stesso avrebbe rifiutato i trattamenti. Infine, il medico deve tener conto del parere del fiduciario che il paziente può aver nominato tra i membri della sua famiglia o i suoi parenti, cercando di raccoglierne il consenso. Il Consiglio di Stato ha stabilito che il medico avrebbe dovuto, in considerazione delle circostanze specifiche del paziente, guidare la sua condotta in virtù del senso di carità verso il paziente.


Il Consiglio di Stato ha verificato che la decisione di sospensione di trattamento aveva rispettato le condizioni previste dalla legge.

Per quanto riguarda le prove mediche, il Consiglio di Stato hanno fatto affidamento sui risultati della valutazione effettuata dai periti incaricati i cui risultati hanno mostrato un deterioramento dello stato di coscienza del sig. Lambert, che corrisponde a uno stato vegetativo. Il Consiglio di Stato ha rilevato inoltre che le conclusioni unanimi degli esperti confermavano l"analisi fatta dal medico responsabile del signor Lambert in ordine all"accertamento di danni irreversibili al cervello.

Per quanto riguarda la volontà del paziente, il Consiglio di Stato ha rilevato che il risultato delle indagini, tra cui la testimonianza precisa e dettagliata della moglie del signor Lambert, confermata da un fratello di quest"ultimo, confermava che il signor Vincent Lambert aveva chiaramente e più volte espresso il desiderio di non essere tenuto in vita artificialmente nel caso si fosse trovato in stato di incapacità irreversibile. Il Consiglio di Stato ha stabilito che il medico, nell"assumere la decisione di sospendere i trattamenti vitali, ha correttamente interpretato i desideri espressi dal paziente prima del suo incidente.

Il Consiglio di Stato ha concluso che la decisione del medico di sospendere la nutrizione e l"idratazione artificiali del sig. Vincent Lambert non era illegale.


La portata della decisione

La decisione del Consiglio di Stato ha posto fine alla sospensione, che era stata imposta dal Tribunale, della decisione dei sanitari di procedere. Il Consiglio di Stato ha ricordato che il medico, nel rispetto della legge, può adottare una decisione di sospensione dei trattamenti per salvaguardare la dignità del paziente, fornendo comunque cure palliative.



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