Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2013-08-24

DISTACCO - Maria Rosa PANTÉ

Sono quasi contenta che ogni tanto, anzi quasi sempre, si stagli alla televisione il volto di una qualche amazzone berlusconiana. Dico amazzone per convenzione, ma contesto l'uso di questa nobile parola per codeste signore. Amazzone fu la vergine Camilla dell'Eneide, amazzone furono Ippolita, Pentesilea che ebbe il coraggio di combattere contro Achille e gli diede pure filo da torcere. Delle Amazzoni codeste signore hanno ben poco, infatti non si sono liberate degli uomini per affermare se stesse, no! Anzi si ritrovano al servizio, al pieno servizio, di un uomo, cui danno la loro forza, la loro mente, la loro passione. Perché bisogna dire che, per quanto siano ipocrite, arroganti, plagiate dall'unico "amore" per il capo, ci mettono un bel po' di voce, di faccia e di parole per difendere il loro padrone (politico).

Sono quasi contenta, dicevo, nel vedere le immagini delle varie signore che distinguo più che altro dal colore dei capelli, perché le parole sono per tutte le stesse, perché mi rilasso. Ormai, devo ammetterlo, mi paiono personaggi d'un cabaret, mi fanno ridere. Certo, devo stare attenta a non farmi coinvolgere, perché se pensasi all'Italia com'è ridotta (da loro e dal loro padrone), altro che ridere, verrebbe voglia di imbavagliarle, ma con un certo distacco, costoro mi fanno ridere di gusto.

Purtroppo la cosa che voglio sottolineare è da dove mi viene il distacco.

Mi viene dalle immagini dei bambini morti in Siria.

Mi viene dalle notizie dei morti affogati nel Mediterraneo.

Mi viene dalle storie dei precari, dei disoccupati..

Mi viene dai volti degli operai in cassa integrazione.

Mi viene dalla notizia terribile che in agosto ci siamo già consumati tutta la terra a nostra disposizione per il 2013 e dunque da settembre fino a dicembre ci mangiamo qualcosa in più, qualcosa che non tornerà, qualcosa che non lasceremo a chi verrà dopo di noi.

Per contrasto con tutte queste vicende reali, da questi drammi veri e profondi, mi viene il distacco con cui guardo le notizie inerenti il condannato Berlusconi e le sue truppe più fedeli.

Mi chiedo, ma chi difende un condannato a questo modo non è che per caso è anche un po' connivente? Secondo la legge. Secondo la morale infatti siamo al fondo di ogni possibile forma di pudore, di ogni possibile capacità di vergogna: chissà se tutti questi personaggi sanno ancora arrossire?



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