Articoli, saggi, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-09-20

DISTANZE, CONFINI E PREVENZIONE: COSTRUIRE IN APPOGGIO O IN ADERENZA - RM

Premessa la facoltà di scelta che il c.d. principio di prevenzione attribuisce a chi costruisce per primo, v"è da evidenziare la costante tesi giurisprudenziale che condiziona tale facoltà alla possibilità, giuridica e di fatto, per il potenziale prevenuto, di costruire in appoggio od in aderenza al muro del preveniente.

Tale possibilità può essere preclusa, ad esempio, da un negozio privato costitutivo di servitù di passaggio,

"in materia di costruzioni sulla zona di confine, la triplice scelta offerta al preveniente dal combinato disposto degli art. 873, 874, 875 e 877 c.c. (costruzione al confine, ovvero al distacco legale dal confine, oppure a distanza dal confine inferiore a detto distacco) - in quanto subordinata alla possibilità per il vicino di esercitare, nella prima e nella terza ipotesi, il diritto di costruzione in appoggio o in aderenza al muro del preveniente - non si configura ove, in forza di un divieto di legge o di un negozio privato (nella specie: costitutivo di servitù di passaggio sulla zona sita tra la costruzione del preveniente ed il fondo del prevenuto, a vantaggio di quest'ultimo) o dell'appartenenza a terzi di tale zona (o di parte di essa), non sia consentito al vicino di spingere il proprio fabbricato sino a quello del preveniente; in questo caso è il preveniente stesso che deve rispettare il distacco legale dal confine, sicché egli, se costruisce a distanza dal confine inferiore a quella legale, si espone al rischio che il vicino, valendosi delle facoltà riconosciutegli dall'art. 875 citato, lo inviti ad arretrare la sua costruzione a distanza legale dal confine o, in mancanza, a concedergli la comunione del muro di detta costruzione, onde fabbricare contro di esso" Cass. 23.1.82, n. 449, GCM, 1982, fasc. 1 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -,

da normativa regolamentare,

"in tema di costruzioni sulla zona di confine, la scelta offerta al preveniente dal combinato disposto degli art. 873, 874, 875 e 877 c.c. (costruzione al confine, ovvero con distacco legale dal confine, oppure a distanza dal confine a detto distacco) - in quanto subordinata alla possibilità per il vicino di esercitare, nella prima e terza ipotesi, il diritto di costruzione in appoggio o in aderenza al muro del preveniente - non si configura ove, in forza di un divieto di legge o di un negozio privato (nella specie norme del regolamento edilizio) o della appartenenza a terzi di tale zone (o di parte di essa), non sia consentito al vicino di spingere il proprio fabbricato sino a quello del preveniente; in questo caso è il preveniente stesso che deve necessariamente rispettare il distacco legale dal confine" T.A.R. Abruzzo Pescara, 30.5.85, n. 251, TAR, 1985, I, 2419,

dalla circostanza che i fondi, anziché essere confinati, siano separati da una striscia di terreno di proprietà di terzi, di ampiezza inferiore alla misura del distacco fra fabbricati, imposto dal codice civile o dalla regolamentazione speciale,

"nella ipotesi in cui i fondi anziché essere confinati siano separati da una striscia di terreno di proprietà di terzi, di ampiezza inferiore alla misura del distacco fra fabbricati, imposto dal codice civile o dalla regolamentazione speciale, non può trovare applicazione il principio della prevenzione, non potendosi imporre al secondo costruttore l'obbligo di un distacco superiore a quello totale, non avendo peraltro questi la possibilità di costruire in appoggio o in aderenza o di avanzare la propria costruzione sul terreno intermedio di proprietà aliena e quindi di poter esercitare i diritti di cui all'art. 875 c.c. Il distacco tra costruzioni in detta ipotesi va riferito alla mezzeria del fondo intermedio, con la conseguenza che la costruzione eretta tra ciascuno dei due fondi e lo spazio intermedio è sempre rispetto all'altro fondo una costruzione distaccata dal confine" Cass. 15.10.82, n. 5349, GC, 1983, I, 153

o anche dalla presenza sul confine di canali di bonifica, corsi d'acqua et similia:

"in tema di costruzioni sulla zona di confine, la scelta offerta al preveniente dal combinato disposto degli art. 873, 874, 875, 877 c.c. (costruzione sul confine ovvero con distacco legale dal confine o a distanza inferiore al distacco legale) è subordinata alla possibilità, per il vicino, di esercitare, a sua volta, nella prima e nella terza ipotesi, il diritto di costruire in appoggio o in aderenza al muro del preveniente con la conseguenza che la predetta facoltà deve essere negata al preveniente se, in forza di un divieto di legge (norme del regolamento edilizio) o di particolari vincoli nascenti da negozio privato (es. servitù) o di situazioni giuridiche (canali di bonifica, corsi d'acqua) o dell'appartenenza a terzi di tale zona (o di parte di essa), non sia possibile al vicino spingere il proprio fabbricato sino a quello del preveniente; in questo caso, è il preveniente che deve rispettare il distacco legale dal confine e che si espone al rischio, nel caso di costruzione a distanza inferiore, di essere costretto dal vicino ad arretrare la sua costruzione fino a raggiungere la prescritta distanza legale dal confine. (Nella specie, si è ritenuto inoperante il principio della prevenzione per l'esistenza di una servitù di passaggio che veniva esercitata su una striscia di terreno contigua al confine e che impediva al prevenuto di avanzare la sua costruzione fino a quella del preveniente, posta a distanza illegale" Cass. 20.4.96, n. 3769, GCM, 1996, 616.



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