Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-11-29

DISTANZE, CONFINI E PREVENZIONE: LA PREVISIONE NORMATIVA DI UNA C.D. ZONA DI SICUREZZA - RM

Una deroga pressoché pacifica al criterio di prevenzione la si ravvisa quando un atto normativo prescriva l"esistenza di una c.d. zona di sicurezza a carico di chi intenda edificare la fonte del pericolo previsto: in questi casi, infatti, l"unico obbligato al rispetto delle distanze è il soggetto interessato, sicché la prescritta zona di sicurezza dev"essere costituita all"interno del terreno di proprietà di quest"ultimo:

"in tema di distanza tra costruzioni, non è legittimamente invocabile il principio cosiddetto "della prevenzione", di cui agli art. 873 e 875 c.c., da parte del soggetto interessato alla edificazione di un deposito di gas liquido, risultando quegli il solo obbligato al rispetto delle distanza di quaranta metri imposta dagli art. 28 l. n. 1570 del 1941 e 4 circ. Ministero degli interni n. 74 del 1954, indipendentemente dal momento in cui l'installazione venga compiuta. Ne consegue che il deposito può ritenersi legittimamente realizzato solo se, nel raggio di quaranta metri (ed anche all'interno del fondo in cui esso è destinato a sorgere) non esistano costruzioni nè sia possibile, in relazione agli strumenti urbanistici vigenti nella zona, che esse vengano in futuro ad esistenza (dovendosi costituire già all'interno del proprio terreno la prescritta zona di sicurezza verso l'esterno)" Cass. 27.11.98, n. 12077, GCM, 1998, 2479, FI, 1999, I, 2993 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -.



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