Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-07-06

DISTANZE E CONFINI: COME MISURARE DA BALCONI, SPORTI, TERRAZZE E LASTRICI SOLARI - Riccardo MAZZON

la misurazione delle distanze dalle vedute

misurazione delle distanze da balconi, sporti, terrazze, lastrici solari et similia

quali sono i criteri da seguire?

Quanto a quali siano i criteri da seguire per la misurazione delle distanze dalle vedute, è argomento trattato, con analoghi risultati, tanto dalla magistratura amministrativa - cfr. amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -, quanto da quella ordinaria.

Quanto ai balconi, ai quali sono assimilati gli altri sporti, le terrazze, i lastrici solari (o simili) muniti di parapetto che consenta di affacciarsi sul fondo del vicino,

"ai fini dell'applicazione della distanza legale stabilita dall'art. 905, comma 2, c.c. è necessario che il terrazzo sia munito di parapetto che permetta di affacciarsi sull'altrui fondo per una normale inspectio e prospectio e senza pericolo" Cass. 12.5.03, n. 7267, GCM, 2003, 5; RGE, 2003, I, 1491,

essi debbono parimenti rispettare la distanza di un metro e mezzo tra il fondo del vicino e la linea esteriore di dette opere,

"la norma dell'art. 905 comma 2 c.c., la quale fa divieto di costruire balconi od altri sporti, terrazzi o lastrici solari e simili, muniti di parapetto, ove non venga osservata la distanza di m. 1,5 dal fondo vicino, trova applicazione - in relazione al principio che rilevante è la esistenza di un'opera muraria che consente l'esercizio della veduta - anche nel caso in cui il lastrico solare di un edificio sia stato addossato al muro del vicino, in corrispondenza di un'apertura ivi esistente, in guisa da consentire la "prospectio", essendo in tal caso la funzione di parapetto assolta dallo stesso muro contiguo" Cass. 10.12.91, n. 13270, GCM, 1991, fasc. 12,

a prescindere, come si vedrà più compiutamente infra, dell"esclusività o meno del loro utilizzo (nella fattispecie che segue, ad esempio, i giudici del merito avevano escluso che, a seguito della trasformazione operata dal proprietario del tetto della propria abitazione in lastrico solare, si fossero realizzate le condizioni per l'esercizio di una veduta sul fondo vicino, in base al solo dato della preminente funzione di copertura del lastrico solare: la Suprema Corte ha annullato tale statuizione, enunciando il principio di cui in massima):

"al fine di configurare una veduta da terrazze, lastrici solari e simili, ai sensi del comma 2 dell'art. 905 c.c., queste opere devono soltanto avere, quale destinazione permanente ma non esclusiva, quella di rendere possibile l'affaccio sull'altrui fondo vicino. Non è, pertanto, necessario che esse siano sorte per l'esclusivo scopo dell'esercizio della veduta, ma è sufficiente che per l'ubicazione, la consistenza e la struttura abbiano oggettivamente tale idoneità" Cass. 10.12.91, n. 13270, GCM, 1991, fasc. 12.



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