Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-03-10

DISTANZE E CONFINI: DESTINAZIONE PERMANENTE DELLA VEDUTA NON SIGNIFICA ESCLUSIVA! - Riccardo MAZZON

destinazione permanente e normale dell"opera non significa "destinazione esclusiva": così, al fine di configurare una veduta da terrazze, lastrici solari e simili, è necessario che queste opere, oggettivamente considerate, abbiano quale destinazione normale e permanente, anche se non esclusiva, quella di rendere possibile l'affacciarsi sull'altrui fondo vicino.

La destinazione (oggettiva) a veduta, pur dovendo esser permanente e normale, non abbisogna, peraltro, del requisito dell"esclusività:

"l'esistenza di un'opera muraria, munita di parapetto o di un muretto dal quale sia obiettivamente possibile guardare e affacciarsi comodamente verso il fondo del vicino è sufficiente ad integrare una veduta, senza che occorra altresì che l'"inspicere" e il "prospicere in alienum" siano la destinazione esclusiva dell'opera" Cass. 9.10.79, n. 5240, GCM, 1979, fasc. 10 (cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto).

Per un interessante caso applicativo, ove il parapetto d"una terrazza era adibito anche a sedile, si veda la seguente pronuncia, laddove la Suprema Corte ha osservato, in particolare, che l'essere il parapetto di una terrazza adattato a sedile, non è, per se stesso, fatto incompatibile con l'esercizio della servitù di veduta:

"al fine di configurare una veduta da terrazze, lastrici solari e simili, è necessario che queste opere, oggettivamente considerate, abbiano quale destinazione normale e permanente, anche se non esclusiva, quella di rendere possibile l'affacciarsi sull'altrui fondo vicino, così da determinarne il permanente assoggettamento al peso della veduta, e non occorre che tali opere siano sorte per l'esclusivo scopo dell'esercizio della veduta, essendo sufficiente che esse, per l'ubicazione, la consistenza e la struttura abbiano oggettivamente la detta idoneità" Cass. 19.1.80, n. 455, GCM, 1980, fasc. 1.



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