Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-12-03

Distanze e confini: disposizioni in materia di vedute e normativa sulle distanze tra fabbricati - Riccardo Mazzon

La disposizione normativa di cui all'art. 873 c.c., dettata in tema di distanze tra fabbricati e diretta a tutelare interessi generali di igiene, decoro e sicurezza degli abitanti (tale, pertanto, da consentire anche una più rigorosa valutazione in sede locale) non ha alcuna correlazione con la norma di cui all'art. 905 c.c., relativa alla distanza delle vedute

La precettività dei limiti imposti dalle disposizioni in materia di vedute non è in alcun modo modificata della normativa sulle distanze tra fabbricati (per un confronto tra le diverse ratio, si veda il capitolo diciasettesimo del trattato "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto):

"la disposizione normativa di cui all'art. 873 c.c., dettata in tema di distanze tra fabbricati e diretta a tutelare interessi generali di igiene, decoro e sicurezza degli abitanti (tale, pertanto, da consentire anche una più rigorosa valutazione in sede locale) non ha alcuna correlazione con la norma di cui all'art. 905 c.c., relativa alla distanza delle vedute e volta, dal suo canto, a salvaguardare il fondo finitimo dalle indiscrezioni attuabili mediante la realizzazione e l'uso di un'"opera obbiettivamente destinata a tale scopo". Ne consegue che, ove la maggior distanza tra costruzioni imposta dai regolamenti locali non sia riferita, specificamente, anche al confine, ma risulti sancita in via assoluta, indipendentemente dalla dislocazione delle costruzioni nei rispettivi fondi, la distanza delle vedute dal confine stesso deve intendersi regolata, in via esclusiva, dalla norma di cui al citato art. 905, non potendo una norma sulla distanza sui fabbricati incidere, "ex se", su quelle relative alle vedute (Principio affermato in relazione ad una fattispecie in cui, nell'immobile originariamente edificato a distanza di tre metri dalla costruzione finitima nel rispetto della norma codicistica e prima della sopravvenienza dell'art. 4 delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale del comune di S. Salvo - che ampliava a dieci metri la distanza minima tra "pareti finestrate" - era stata aperta, successivamente all'intervento del detto regolamento, una veduta a distanza di un metro e mezzo dal confine. La Corte, nell'affermare il principio di diritto che precede, ha, così, rilevato che, diversamente dall'ipotesi di vedute illegittimamente aperte in una costruzione edificata senza il rispetto delle distanze tra costruzioni stabilite dal codice civile o dai regolamenti, la veduta aperta nel rispetto delle distanza di cui all'art. 873 c.c. prima dell'intervento del regolamento edilizio comunale impositivo di una maggiore distanza risultasse legittimamente realizzata, ancorché l'apertura fosse successiva al detto regolamento)" Cass. 26.2.01, n. 2765, GCM, 2001, 323.

Ulteriore caso particolare, apprezzato dalla giurisprudenza, è quello relativo a fattispecie riguardante la successiva separazione tra proprietà precedentemente facenti parte di un unico condominio:

"allorché si verifica la separazione tra la proprietà di un cortile (o di un altro bene rientrante in astratto tra quelli che si presumono comuni ai sensi dell'art. 1117 c.c.) e la proprietà delle unità immobiliari di un edificio, i rapporti tra tali distinte proprietà vanno disciplinati non già secondo l'art. 1102 c.c., sebbene secondo la normativa dei rapporti di vicinato, cioè dei rapporti tra proprietà contigue separate; per cui, vanno rispettate le distanze legali, tranne che sussista un titolo derogativo, con la conseguenza che, mentre il proprietario esclusivo del cortile è obbligato a rispettare le aperture esistenti all'atto della separazione, i proprietari delle singole unità immobiliari non possono creare nuove vedute sul cortile" (Cass. 14.7.81, n. 4605, GC, 1981, I, 2897).



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati