Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-10-29

DISTANZE E CONFINI: I 10 METRI VALGONO ANCHE SE LA FINESTRA E' SU UNA SOLA DELLE PARETI - Riccardo MAZZON

l"articolo 9 del decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968 è applicabile anche se la finestra si apre su una sola delle pareti fronteggiantesi

norme tecniche di attuazione che impongano il rispetto della distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate soltanto per i tratti dotati di finestre (con esonero di quelli ciechi)

illegittimìità

Ulteriormente, è bene precisare che risulta sufficiente, per giustificare l"applicazione della normativa de qua, che la finestra si apra su una sola delle pareti fronteggiantesi (cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto),

"ai fini dell"osservanza delle distanze legali l'art. 9, comma 2, d.m. n. 1444 del 1968 (il quale stabilisce che negli edifici ricadenti in zone territoriali diverse dalla zona A deve essere rispettata in tutti i casi una distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti), detta una prescrizione tassativa e inderogabile, in quanto finalizzata alla salvaguardia dell'interesse pubblico sanitario a mantenere una determinata intercapedine tra gli edifici che si fronteggiano quando uno dei due abbia una parete finestrata. Deriva da quanto precede, pertanto, che l'obbligo del rispetto della distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate di edifici antistanti, deve essere applicato anche nel caso in cui una sola delle pareti che si fronteggiano sia finestrata, mentre l'altra risulti parzialmente composta da un avancorpo cieco di altezza inferiore all'edificio finestrato, indipendentemente dalla circostanza che quest'ultimo si trovi alla medesima o a diversa altezza rispetto all'altra" Cassazione civile, sez. II, 27/05/2011, n. 11842 Guidotti e altro c. Iovino Guida al diritto 2011, 32, 74 (s.m.) - conforme, esplicitamente prevedendo che l'art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, che prescrive una distanza di metri 10 tra pareti finestrate, è applicabile anche nel caso in cui una sola delle pareti fronteggiantesi sia finestrata: Cass., sez. un., 18.2.97, n. 1486, GCM, 1997, 267;

come ben si evince avendone presente la ratio:

"la norma di un p.r.g. che, in attuazione dell'art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, prescrive la distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate di fabbricati fronteggiantisi, deve esser osservata anche se soltanto su uno di essi sono aperte le finestre, mentre quello di fronte ha una parete cieca, perché detta norma è volta a stabilire, nell'interesse pubblico, un'idonea intercapedine tra edifici, e non a salvaguardare l'interesse privato del frontista alla riservatezza" Cass. 9.3.99, n. 1984, GCM, 1999, 521.

Esemplificando, si confronti la seguente pronuncia:

"le norme di un piano urbanistico regionale (nella specie art. 35 e 36 adottato con d.P.G.R. Friuli Venezia Giulia del 15 settembre 1978 n. 826) che prescrivono l'obbligo di osservare la distanza di metri dieci tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti, poiché ripetono la formulazione dell'art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, devono esser interpretate nel senso che l'obbligo di rispettare tale distanza sussiste anche se la finestra si apre su una soltanto delle pareti fronteggiantesi, essendo la norma finalizzata a stabilire un'idonea intercapedine tra edifici nell'interesse pubblico, e non a salvaguardare l'interesse privato del frontista alla riservatezza" Cass. 26.1.01, n. 1108, GCM, 2001, 153.

Per lo stesso motivo è stata dichiarata l'illegittimità di norme tecniche di attuazione che imponevano il rispetto della distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate soltanto per i tratti dotati di finestre, con esonero di quelli ciechi:

"in tema di distanze tra costruzioni, l'art. 9, comma 2, d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, essendo stato emanato su delega dell'art. 41 quinquies l. 17 agosto 1942 n. 1150 (c.d. legge urbanistica), aggiunto dall'art. 17 l. 6 agosto 1967 n. 765, ha efficacia di legge dello Stato, sicché le sue disposizioni in tema di limiti inderogabili di densità, altezza e distanza tra i fabbricati prevalgono sulle contrastanti previsioni dei regolamenti locali successivi, ai quali si sostituiscono per inserzione automatica. Ne consegue che l'art. 52 delle norme tecniche di attuazione del P.R.G. del Comune di Viareggio — che impone il rispetto della distanza minima di dieci metri tra pareti finestrate soltanto per i tratti dotati di finestre, con esonero di quelli ciechi — è in contrasto con le previsioni del citato art. 9 e deve, pertanto, essere disapplicato" Cassazione civile, sez. un., 07/07/2011, n. 14953 Reggiannini ed altro c. Rosi Giust. civ. Mass. 2011, 7-8, 1029



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