Articoli, saggi, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-10-03

DISTANZE E CONFINI: IL PREVENTIVO INTERPELLO RICHIESTO DALL'ART. 875 C.C. - Riccardo MAZZON

Premesso che, quanto alle modalità dell"acquisto della comunione del muro, in assenza valido accordo (da redigersi per iscritto, ex art. 1350 c.c.), risulterà necessaria una sentenza con valenza costitutiva

"per l'acquisto della medianza coattiva del muro sul confine, qualora non sia stata conclusa tra le parti una convenzione nella forma scritta prevista dalla legge per il trasferimento della proprietà e degli altri diritti reali immobiliari, è necessaria in sua vece una sentenza costitutiva i cui effetti sono condizionati al pagamento dell'indennità di medianza, al quale il vicino deve essere condannato" Cass. sez. un., 28.11.96, n. 10615, GCM, 1996, 1620; GC, 1997, I, 633 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -,

ex secondo comma dell"articolo 875 del codice civile, il prevenuto, che intenda domandare la comunione, deve interpellare preventivamente il proprietario del muro costruito a distanza inferiore della metà di quella stabilita dalla legge o dai regolamenti locali,

"vigendo il codice del 1865 si era ritenuto che il proprietario potesse impedire l'acquisto della comunione mediante la demolizione del muro o la sua retrocessione. Tale potere, unitamente a quello di estendere l'edificio al confine, è ora espressamente previsto dall'articolo in commento, che opportunamente ha introdotto l'istituto dell'interpellanza, volto a provocare la decisione del proprietario. In merito alla forma dell'interpellanza, per la quale nulla prescrive il codice, sembra corretto ritenere che essa debba essere tale, da rendere possibile l'accertamento della decorrenza del termine iniziale, assegnato al proprietario per rispondere all'interpellanza medesima; questa pertanto potrà essere compiuta o a mezzo di atto di ufficiale giudiziario o anche con semplice lettera raccomandata con avviso di ricevimento" Albano, Muro, in NN.D.I., X, Torino, 1964, 1019.

chiedendo a quest"ultimo se non preferisca, per evitare la comunione forzosa con conseguente cessione del terreno di sua proprietà, estendere il muro al confine o procedere alla sua demolizione:

"il preventivo interpello, richiesto dall'art. 875, comma 2, c.c. al fine di consentire al vicino l'esercizio della facoltà di estendere il muro al confine o di procedere alla sua demolizione o di arretrarlo alla distanza legale, onde sottrarlo alla comunione forzosa, si concreta in un atto distinto dalla domanda di comunione forzosa del muro, nella quale non può considerarsi logicamente implicito. Tuttavia il detto interpello può essere contenuto pure nello stesso atto di citazione con cui si richiede la comunione forzosa od anche in un atto successivo, purché, prima della decisione del giudice, venga data alla controparte la possibilità di scelta tra la demolizione del muro o l'estensione dello stesso al confine e venga, con l'interpello, bloccata la situazione che è presupposto dell'acquisto della mediana" Cass. 20.4.06, n. 9293, GCM, 2006, 7-8.

Tale interpello, comunque distinto dall"atto di citazione che introduca il giudizio accertativo della comunione forzosa,

"il preventivo interpello, richiesto dall'art. 875, comma 2, c.c. al fine di consentire al vicino l'esercizio della facoltà di estendere al confine il muro realizzato sul suo fondo o di procedere alla sua demolizione o di arretrarlo alla distanza legale, onde sottrarlo alla comunione forzosa, si concreta in un atto distinto dalla domanda di comunione forzosa del muro, nella quale non può considerarsi logicamente implicito, e, pur non esigendo l'osservanza di formule sacramentali, deve essere inequivocabilmente diretto a provocare una vera e propria manifestazione di volontà negoziale riguardante la definitiva sistemazione del rapporto di vicinanza fondiaria, destinata poi ad essere sanzionata dal giudice con sentenza costitutiva" Cass. 6.12.01, n. 15492, GCM, 2001, 2110; RGE, 2002, I, 390,

deve semplicemente precedere la sentenza costitutiva della comunione

"l'interpello previsto dal comma 2 dell'art. 875 c.c., costituendo condizione dell'azione promossa per ottenere la comunione del muro eretto dal vicino a distanza illegale dal confine, può essere proposto validamente anche dopo la costruzione su quest'ultimo eseguita dal proponente, purché preceda la sentenza costitutiva della comunione, consentendo alla controparte la possibilità di esercitare la facoltà di scelta spettantele ai sensi del citato articolo" Cass. 9.9.93, n. 9431, GCM, 1993, 1378

e può, pertanto, esser proposto anche dopo la realizzazione delle fabbriche in appoggio,

"ai fini dell'attribuzione della comunione forzosa del muro ai sensi dell'art. 875 c.c., non è ostativo il fatto che l'interpello previsto da detto articolo venga notificato al preveniente dopo che costui abbia agito in giudizio per ottenere l'osservanza delle distanze legali da parte del vicino prevenuto, ne che quest'ultimo abbia già costruito in violazione di tali distanze, ma è invece necessario accertare se, in relazione alla particolare situazione dei luoghi o all'esistenza di particolari vincoli di carattere negoziale o normativo, è in concreto possibile per il prevenuto estendere la propria fabbrica entro il fondo del vicino ponendola in aderenza con la preesistente costruzione del preveniente. L'indagine sulla serietà della volontà del prevenuto di costruire in aderenza, lungi da essere una ricerca sulle sue determinazioni volitive, si concreta nella attuazione e quindi in definitiva, nella verifica della fondatezza della domanda volta ad ottenere la comunione forzosa" Cass. 8.9.00, n. 11858, GCM, 2000, 1908; UApp, 2000, 1307; RGE, 2001, 001, 357,

nonché in corso di lite

"il preventivo interpello, richiesto dall'art. 875, comma 2 c.c., al fine di consentire al vicino l'esercizio della sua facoltà di estendere il muro al confine o di procedere alla sua demolizione o di arretrarlo alla distanza legale, onde sottrarlo alla comunione forzosa, si concreta in un atto distinto dalla domanda di comunione forzosa del muro, nella quale non può considerarsi logicamente implicito. Tuttavia il detto interpello può essere contenuto pure nello stesso atto di citazione con cui si richiede la comunione forzosa od anche in un atto successivo, purché, prima della decisione del giudice, venga data alla controparte la possibilità di scelta tra la demolizione del muro o l'estensione dello stesso al confine e venga, con l'interpello, bloccata la situazione che è presupposto dell'acquisto della mediana" Cass. 9.2.87, n. 1343, VN, 1987, 733,

e financo in via riconvenzionale,

"chi senza interpello abbia edificato in appoggio o in aderenza al muro del vicino posto a meno di m. 1,50 dal confine, non deve demolire la propria costruzione se, convenuto dal vicino per la demolizione, lo interpelli in via riconvenzionale e il vicino non decida di arretrare il proprio muro o di spingerlo sino al confine" Cass. 8.8.79, n. 4640, FI, 1979, I, 2608,

ovvero con atto d"appello:

"l'interpello ex art. 875 comma 2 c.c., costituendo condizione dell'azione esperita per ottenere la comunione del muro del vicino, è validamente proposto anche dopo la realizzazione delle nuove fabbriche in appoggio o in aderenza a tale muro, ovvero a distanza non regolamentare rispetto al medesimo, sempre che preceda la sentenza costitutiva della comunione e, quindi, comporti la possibilità per la controparte di esercitare la scelta spettantele ai sensi dell'art. 875 citato: conseguentemente, la parte convenuta in giudizio per la demolizione di fabbriche costruite a distanza illegale può formulare l'interpello in questione anche attraverso la domanda riconvenzionale di comunione del muro del vicino, fondata sul summenzionato art. 875, oppure attraverso un atto successivo del processo, come l'atto di appello, costituendo, quale controdiritto opposto dal convenuto" Cass. 23.1.82, n. 449, GCM, 1982, fasc. 1.



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