Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-06-15

Distanze e confini: il trasporto saltuario di sostanze attraverso tubi e destinazione non pericolosa - Riccardo Mazzon

Non rientrano tra i tubi disciplinati dall'articolo 889 del codice civile quelli destinati all'illuminazione e i loro arredi e restano escluse anche le situazioni di trasporto di sostanze liquide o gassose saltuario o comunque non continuativo.

L'art. 889, comma 2, c.c., nel prevedere per i tubi di acqua pura o lurida la distanza di almeno un metro dal confine, si fonda su una presunzione assoluta di dannosità per infiltrazioni o trasudamenti che non ammette la prova contraria (si veda, amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto): proprio per tal motivo non rientrano tra i tubi disciplinati dall'articolo 889 del codice civile quelli destinati all'illuminazione e i loro arredi per i quali, non espressamente contemplati nella menzionata disposizione, non soccorre la presunzione assoluta di pericolosità:

"la distanza di almeno un metro dal confine è prescritta dall'art. 889, comma 2, c.c., per l'installazione dei tubi dell'acqua, del gas e simili, giacché per tali condutture, aventi un flusso costante di sostanze liquide o gassose, il legislatore ha tenuto conto della loro potenziale attitudine ad arrecare danno alla proprietà contigua, stabilendo, con valutazione ex ante, una presunzione iuris et de iure di pericolosità. Tra dette opere non rientrano i tubi destinati all'illuminazione e i loro arredi per i quali, non espressamente contemplati nella menzionata disposizione, non soccorre la presunzione assoluta di pericolosità ed è, pertanto, necessario — affinché in via di interpretazione estensiva possa ritenersi ugualmente sussistente l'obbligo di rispettare le distanze ivi previste — accertare in concreto, sulla base delle loro specifiche caratteristiche e con onere della prova a carico della parte istante, se abbiano o meno attitudine a cagionare danno" Cassazione civile, sez. II, 16/12/2010, n. 25475 Altomare ed altro c. Palopoli Giust. civ. Mass. 2010, 12, 1612.

Ulteriormente, per la stessa ragione è stato deciso che l'operatività della norma di cui all'art. 889 comma 2, c.c. è limitata alle condotte o tubazioni che rechino un flusso costante di sostanze liquide o gassose, mentre ne restano escluse le situazioni di trasporto saltuario o comunque non continuativo:

"l'operatività della norma di cui all'art. 889 comma 2, c.c., alla stregua della quale « per i tubi d'acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni deve osservarsi la distanza di almeno un metro dal confini », è limitata alle condotte o tubazioni che rechino un flusso costante di sostanze liquide o gassose e conseguentemente comportino un permanente pericolo per il fondo del vicino - in relazione alla naturale possibilità di infiltrazioni - mentre ne restano escluse le situazioni di trasporto saltuario o comunque non continuativo" T.A.R. Emilia Romagna Parma, sez. I, 21/05/2008, n. 253 M.S. c. (avv. Bongiorno Gallegra, Rovelli) c. Com. Albareto , L.B. c. (avv. Cugurra, Molinari), (avv. Ollari) Foro amm. TAR 2008, 5, 1291 (s.m.).



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