Articoli, saggi, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-05-19

DISTANZE E CONFINI: NORMATIVA ANTISISMICA E DIRITTO DI PREVENZIONE - Riccardo MAZZON

quali i rapporti tra la normativa antisismica e il c.d. diritto di prevenzione?

la normativa antisismica non prescrive distacchi minimi obbligatori delle costruzioni dai confini

neppure essa deroga alle norme del codice civile che attribuiscono la facoltà di costruire in appoggio o in aderenza all'edificio del vicino

Ci si è chiesti se il c.d. diritto di prevenzione (cfr., amplius, capitolo nono del volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto) sia compatibile con quanto dispone la normativa antisismica in materia di distanze.

A parere della giurisprudenza,

"l'art. 6 della legge antisismica 25 novembre 1962 n. 1684 il quale prevede l'obbligo di osservare la distanza minima di m. 6 tra costruzioni fronteggiantesi, non prescrive distacchi minimi obbligatori delle costruzioni dai confini, nè deroga alle norme del codice civile che attribuiscono la facoltà di costruire in appoggio o in aderenza all'edificio del vicino" Cass. 21.7.95, n. 7970, GCM, 1995, 1412

Infatti,

"anche nella disciplina dell'edilizia antisismica contenuta negli art. 6 e 8 l. 26 novembre 1962 n. 1684 è integralmente accolto il principio della prevenzione espresso negli art. 875 e 877 c.c., con la conseguenza che nelle zone in cui si applica l'art. 8 della legge predetta il proprietario di un fondo non ancora edificato non ha diritto di opporsi alla costruzione eretta nel fondo del vicino a meno di m. 3 di distanza dal confine comune, dovendo in tal caso, qualora voglia costruire, arretrarsi sino a lasciare il prescritto intervallo di isolamento di m. 6 ovvero erigere la propria fabbrica in aderenza a quella preesistente" Cass. 13.5.95, n. 5278, GCM, 1995, 998.

Il principio è validamente applicato anche avuto riguardo la legge regionale siciliana:

"l'art. 18 del piano comprensoriale n. 6 delle zone terremotate, approvato con l. reg. sic. 3 febbraio 1968 n. 1, fa obbligo di rispettare un distacco minimo di m. 20 fra le costruzioni, ma non impone un distacco minimo dal confine per le costruzioni che sorgono su fondi finitimi. Pertanto, anche in dette zone sismiche trova applicazione, sia pure in forma attenuata, il principio della prevenzione (art. 873, 875 c.c.) in base al quale colui che costruisce per primo ha facoltà di farlo ad una certa distanza dal confine, oppure sul confine o, infine, ad una distanza minore, con la conseguenza che se sceglie la prima soluzione ponendosi esattamente a metà della distanza prevista dalla legge o dalle norme regolamentari locali, impone al vicino che voglia anche lui costruire di osservare eguale distanza; negli altri due casi invece il prevenuto può costruire la propria fabbrica in aderenza o in unione a quella del preveniente, nel terzo caso, il preveniente può subire anche l'espropriazione del terreno fra edificio e confine, se il vicino non intenda arretrarsi di quanto occorre per lasciare tra le costruzioni l'intervallo ritenuto congruo" Cass. 3.12.94, n. 10395, GCM, 1994, 12.

Sempre in argomento, si veda, inoltre, la seguente pronuncia:

"il preveniente che in zona sismica ha edificato ad una distanza dal confine compresa tra i 3 e i 6 metri non può successivamente estendere il proprio fabbricato in aderenza a quello che il vicino ha costruito, nel rispetto della distanza legale, con un distacco inferiore ai 3 metri" Cass. 30.7.84, n. 4531, FI, 1985, I, 196; RGE, 1985, I, 23.



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