Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2017-01-24

Distanze e confini: quando scale, ballatoi e porte possono configurare vedute in senso tecnico - Riccardo Mazzon

Spesso, specie per chi si confronta con i concreti problemi della clientela, nasce l"esigenza di chiarire quando scale, ballatoi, pianerottoli o porte possano configurare vedute in senso tecnico.

Sebbene

"a norma dell'art. 900 c.c. per veduta - prospetto deve intendersi l'apertura destinata per sua normale e prevalente funzione a guardare e ad affacciarsi verso il fondo del vicino, cioè le finestre, i balconi, le terrazze e simili, mentre tale qualifica non spetta, di regola, ad altri manufatti, portoni, ballatoi etc., destinati principalmente all'ingresso e al passaggio delle persone e non a consentire la sosta e l'affaccio verso il fondo altrui" Cass. 13.10.04, n. 20205, GCM, 2004, 10,

spesso, specie per chi si confronta con i concreti problemi della clientela (doveroso il rinvio, per un approfondimento in materia, al capitolo ventiduesimo del trattato "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto), nasce l"esigenza di chiarire quando scale,

"la scala di un edificio pur avendo una sua peculiare funzionalità, configura una veduta, e soggiace quindi alla relativa disciplina, quando, per le particolari situazioni e caratteristiche di fatto, risulti obiettivamente destinata, in via normale, anche all'esercizio della "prospectio ed inspectio" su o verso il fondo del vicino" Cass. 16.3.81, n. 1451, GCM, 1981, fasc. 3,

ballatoi,

"in tema di limitazioni legali alla proprietà, l'apertura di un ballatoio di collegamento tra la pubblica via e l'ingresso delle abitazioni situate al primo e al secondo piano può essere qualificata veduta ed assoggettata al regime giuridico del rispetto delle distanze fissato nell'art. 905 c.c., quando sia idonea, per ubicazione, consistenza e struttura, a consentire l'affaccio sul fondo vicino" Cassazione civile, sez. II, 15/10/2008, n. 25188 Trivellato c. De Martin Monego Giust. civ. Mass. 2008, 10, 1485

pianerottoli (nella fattispecie, decisa con la sentenza che segue, ad esempio, sono stati considerati vedute i pianerottoli di una scala esterna circondati da ringhiere e simili, perciò, a piccoli balconi),

"ove esistano opere murarie munite di parapetti o di muretti, dai quali è obiettivamente possibile guardare ed affacciarsi comodamente, nessun altra indagine deve compiersi al fine di stabilire l'esistenza di una veduta, mentre il ricorso al criterio della destinazione normale dell'opera è ammesso solo quando i segni che la caratterizzano non siano sufficienti ad ammettere o ad escludere la detta obiettiva possibilità. Il difetto della destinazione normale dell'opera all'"inspicere" ed al "prospicere in alienum", che (al pari della mancanza dell'obiettiva possibilità dell'esercizio di tali funzioni) esclude la sussistenza di una veduta, ricorre quando si tratti di un'opera che (es.: porta di accesso) richieda un comportamento o un uso che non consentono anche il guardare e l'affacciarsi ovvero che (es.: scala antincendio) debba essere usata raramente ed eccezionalmente" Cass. 9.5.80, n. 3054, GCM, 1980, fasc. 5;

o porte possano configurare vedute in senso tecnico:

"in tema di limitazioni legali della proprietà, le scale, i ballatoi e le porte, pur essendo fondamentalmente destinati all'accesso dell'edificio, e soltanto occasionalmente od eccezionalmente utilizzabili per l'affaccio, possono configurare vedute quando - indipendentemente dalla funzione primaria del manufatto - risulti obiettivamente possibile, in via normale, per le particolari situazioni o caratteristiche di fatto, anche l'esercizio della prospectio ed inspectio su o verso il fondo del vicino" Cass. 13.1.06, n. 499, GCM, 2005, 7/8.



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