Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-12-19

DISTANZE E DIRITTO DI PREVENZIONE: IL POTER COSTRUIRE IN APPOGGIO O ADERENZA PUO' RICAVARSI IMPLICITAMENTE' - RM

Ci si è inoltre chiesti se, nei regolamenti che fissano le distanze tra costruzioni e confine, la previsione (riesumatrice del c.d. principio della prevenzione: cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto) di costruire in appoggio od in aderenza possa essere implicita:

"qualora i regolamenti edilizi stabiliscano espressamente la necessità di rispettare determinate distanze dal confine, non può ritenersi consentita (salvo concreta, diversa previsione della norma regolamentare) la costruzione in aderenza o in appoggio, con conseguente inoperatività del principio della prevenzione, mentre, nella ipotesi in cui tali regolamenti (come quello del comune di Afragola) consentano, anche implicitamente, le predette facoltà di costruzione come alternativa all'obbligo di rispettare una determinata distanza dal confine, si versa in ipotesi del tutto analoga, sul piano normativo, a quella prevista e disciplinata dagli art. 873 ss. del codice civile, con la conseguente, non contestabile operatività del principio di prevenzione, in base al quale colui che costruisca per primo potrà legittimamente farlo sul confine, obbligando all'arretramento a distanza legale il vicino che non voglia, a sua volta, costruire in aderenza o in appoggio" Cass. 13.6.97, n. 5339, GCM, 1997, 985.

La risposta è stata, da più parti (e anche recentemente), positiva:

"qualora il regolamento locale non preveda espressamente una distanza minima assoluta delle costruzioni dal confine ovvero non preveda una distanza minima assoluta tra edifici antistanti, non sussiste alcuna deroga agli art. 873 ss. c.c. e in particolare agli art. 875 e 877 c.c., con la conseguenza che al prevenuto, qualora il vicino preveniente abbia realizzato la sua costruzione a distanza dal confine inferiore alla metà di quella imposta in via legale o regolamentare, compete la facoltà di estendere la sua costruzione fino a quella del vicino costruendo in aderenza alla stessa, dovendosi ritenere operante il principio della prevenzione di cui quella facoltà costituisce corollario (fattispecie in tema di distanze tra pareti non finestrate)"  Tribunale Patti, 12/11/2009, n. 293 E.S. c. C.M. Giur. Merito 2010, 3, 700 Foro it. 2010, 1, 288 Arch. Locazioni 2010, 2, 176 Giust. Civ. 2010, 6, 1507 – conforme, nel senso che, qualora i regolamenti edilizi nella specie, il Piano regolatore del Comune di Torre del Greco) stabiliscano espressamente la necessità di rispettare determinate distanze dal confine, non può ritenersi consentita (salvo concreta, diversa previsione della norma regolamentare) la costruzione in aderenza o in appoggio, poiché l'imposizione di un distacco assoluto dal confine mira a tutelare interessi generali, quali l'assetto urbanistico di una certa zona, e non soltanto ad evitare la formazione di intercapedini nocive all'igiene, alla salute ed alla sicurezza; solo nel caso in cui i regolamenti locali prevedano, anche implicitamente, la possibilità di costruire in appoggio o in aderenza - come alternativa all'obbligo di rispettare una determinata distanza dal confine, con conseguente inoperatività del principio della prevenzione - sarà consentito derogare al principio dell'assolutezza del distacco minimo dal confine: Cass. 7.7.05, n. 14261, GCM, 2005, 6.



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