Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-09-13

DISTANZE E PREVENZIONE: CONTINUARE A SOPRAELEVARE NEL RISPETTO DELLA SCELTA EFFETTUATA? - RM

Pur non essendogli concesso di sopraelevare il manufatto a distanza inferiore a quella legalmente prescritta, il preveniente che abbia edificato sul confine potrà, tuttavia, continuare a sopraelevare sul confine stesso:

"il proprietario di uno dei fondi confinanti, che si avvalga della possibilità di costruire sul confine, prima dell'altro proprietario, assume in qualità di cosiddetto preveniente, la facoltà di sopraelevare sul confine stesso il proprio fabbricato, indipendentemente dall'altezza già raggiunta, ed a prescindere dal fatto che abbia effettuato sopraelevazioni in altre parti del fabbricato a distanza maggiore di quella minima prescritta dalla legge, e, quindi, non interessanti i rapporti di vicinato. A tale facoltà non può frapporre ostacoli il confinante (cosiddetto prevenuto), il quale, se a sua volta abbia costruito in aderenza fino all'altezza raggiunta dal preveniente, ha diritto di sopraelevare soltanto sul confine, ovvero a distanza dal confine stesso (e, quindi dall'eventuale sopraelevazione del preveniente) pari a quella minima di legge fra costruzioni. Questo principio non trova deroga nel caso di inettitudine, tecnica o giuridica, della costruzione del preveniente a sorreggere eventuali sopraelevazioni, ma resta inapplicabile solo nella ipotesi in cui il preveniente medesimo abbia distrutto la propria costruzione sul confine, per fine diverso dall'immediata ricostruzione, ovvero l'abbia lasciata cadere in rovina, od abbia altrimenti posto in essere un comportamento inequivoco nel senso di rinunciare agli effetti dell'indicata scelta in prevenzione" Cass. 14.2.79, n. 961, GCM, 1979, fasc. 2 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -.

Se, invece, sopraeleverà in spregio alle regole sopra evidenziate, potrà subire l"azione di demolizione eventualmente intentata dal confinante,

"il proprietario di un fondo, che dopo aver edificato per primo sulla linea di confine, in applicazione del principio della prevenzione, abbia poi realizzato una sopraelevazione non, come consentitogli, sulla stessa linea di confine, ovvero con arretramento a distanza legale, ma bensì con un distacco inferiore, pone in essere una situazione lesiva dei diritti del confinante, e, come tale, potenzialmente produttiva di danni, anche nel caso in cui quel confinante non abbia ancora costruito, o non sia in grado di realizzare a sua volta una costruzione. Pure in tale ipotesi, pertanto, deve riconoscersi al proprietario del fondo limitrofo la facoltà di agire per conseguire un ripristino dello stato dei luoghi in modo conforme a legge, ed una condanna generica al risarcimento dei danni subiti, mentre la possibilità della controparte, fino a che egli non abbia costruito a sua volta, di regolarizzare la sopraelevazione secondo le indicate due alternative previste dalla legge, può spiegare rilievo solo al diverso fine della concreta sussistenza e quantificazione del danno" Cass. 2.2.79, n. 728, GCM, 1979, fasc. 2,

salvi gli effetti dell"usucapione, di valida convenzione, ovvero di titolo basato sulla destinazione di padre di famiglia:

"in tema di distanza tra costruzioni con profilo verticale a linea spezzata (a zig-zag), chi per primo edifichi sul confine la parte inferiore della propria costruzione (nella specie: il pianterreno) non può, nel proseguimento dell'opera, realizzare piani superiori arretrati in misura inferiore all'intero distacco legale dal confine, e, in ogni caso, non può impedire al vicino, che costruisca in aderenza o con appoggio a detta parte inferiore, di innalzare la propria costruzione perpendicolarmente, anche con la creazione di intercapedini (salva l'esistenza di un titolo contrario per l'acquisto della corrispondente servitù per usucapione, destinazione del padre di famiglia o per convenzione tra gli interessati" (Cass. 28.1.85, n. 449, GCM, 1985, fasc. 1).



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