Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-08-26

DISTANZE E TUTELA DEL TERZO: L'OGGETTO DELL'AZIONE DI REGOLAMENTO DI CONFINI - RM

Gli istituti giuridici sottesi alle norme che disciplinano distanze e confini consentono al terzo, che si assuma in qualche modo – in tal ambito - danneggiato, di far valere le proprie pretese sia in sede civile, sia in sede penale, sia in sede amministrativa; quanto all"ambito civile si può notare come, essenzialmente, l"ordinamento metta a disposizione del preteso danneggiato le seguenti possibilità:

  • l"esercizio dell"azione civile tesa ad ottenere la "reductio in pristino" e/o il risarcimento del danni (eventualmente, anche nelle forme del processo cautelare o possessorio);
  • l"esercizio delle azioni civili cc. dd. "di confine" (regolamento di confini ed apposizione di termini);

"l'azione in oggetto mira a risolvere un conflitto di fondi, teso ad individuare l'esatto tracciato della linea confinaria, quando sussista una situazione di incertezza, sia oggettiva (possesso promiscuo), sia soggettiva" Bigiavi, Il regolamento di confini, vent'anni dopo, in RTDPC, 1951, I, 71 - come accade quando il confine è ben delineato, ma un proprietario confinante ritiene che non sia quello effettivo: Bilotti, Regolamento di confini e rivendica (note critiche sulla teoria del "conflitto tra fondi"), in RDC, 2002, II, 161 – conforme - Russo, A proposito di rivendica e di regolamento di confini, in DG, 2000, 407  - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto -

  • l"esercizio delle azioni civili di nunciazione (denuncia di nuova opera e denuncia di danno temuto).

L'azione di regolamento di confini ha ad oggetto, molto semplicemente, l'accertamento della effettiva estensione dei fondi limitrofi (nella fattispecie decisa con la sentenza che segue, ad esempio, con la domanda di rilascio l'attore aveva lamentato come il convenuto avesse realizzato una costruzione occupando una porzione del fondo di sua proprietà, senza peraltro precisarne l'ubicazione e l'estensione; la Suprema Corte ritenne irrilevante la mancanza di tali indicazioni, perché conseguente alla stessa natura dell'azione di regolamento di confini proposta, avendo l'attore sostanzialmente dedotto l'incertezza della linea di confine tra i fondi delle parti):

"ai sensi dell'art. 950 c.c., l'azione di regolamento di confini ha ad oggetto l'accertamento della effettiva estensione dei fondi limitrofi, non essendo in contestazione i rispettivi titoli di acquisto od il diritto di proprietà; la natura dell'azione non muta per il fatto che l'attore chieda il rilascio dell'area di sua proprietà occupata dal convenuto, giacché, essendo l'effetto recuperativo una conseguenza dell'accertamento del confine, tale domanda non è incompatibile con la proposizione predetta" Cass. 9.10.06, n. 21686, GCM, 2006, 10.

Infatti,

"nel giudizio di regolamento di confini la contestazione non verte sui titoli di proprietà dei contendenti bensì sull'estensione dei rispettivi fondi, fra cui è incerta la linea di confine, e, pertanto, l'indagine del giudice del merito volta all'individuazione del confine deve rivolgersi non solo alla semplice indicazione della estensione risultante dai titoli, ma anche - ed a maggior ragione nel caso di estensione indicata " a corpo e non a misura " - ed ogni altro elemento utile (es., conformazione geometrica dei fondi o identificazione delle linee di confine con altri fondi estranei alla controversia) costituente indispensabile punto di partenza della misurazione di detta estensione" Cass. 5.4.84, n. 2211, CGM, 1984, 3-4.

Opportuno precisare come l"azione possa riguardare anche i fondi urbani, edificati e non:

"in tema di regolamento di confini, l'art. 950 c.c. - prevedendo che ciascuno dei proprietari possa chiedere che sia giudizialmente stabilito l'incerto confine tra due fondi e disponendo il ricorso all'uopo, in mancanza di altri elementi, alle mappe catastali - si riferisce non solo ai terreni rustici, ma anche a quelli urbani, edificati o non, essendo la parola " fondo " indicativa dell'unità immobiliare come area suscettibile di tutte le sue possibili utilizzazioni" Cass. 28.1.83, n. 801, GCM, 1983, 1.



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