Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Mazzon Riccardo - 2013-09-24

DISTRIBUZIONE DEGLI UTILI E RISERVA LEGALE NELLE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - RM

Sulla distribuzione degli utili ai soci, questi ultimi decidono contestualmente alla decisione che approva il bilancio; possono essere distribuiti esclusivamente gli utili realmente conseguiti e risultanti da bilancio regolarmente approvato:

"pur non essendo configurabile un diritto dei soci all"utile netto di esercizio sino a che non sia intervenuta una decisione assembleare circa la destinazione dell"utile stesso a dividendo, è annullabile per violazione del principio di esecuzione del contratto secondo buona fede la deliberazione di accantonamento degli utili a riserva qualora nella stessa sia ravvisabile, per la rilevanza degli importi e l"assenza di ogni motivazione in ordine alle ragioni sociali ispiratrici della scelta, un intento vessatorio nei confronti dei soci di minoranza" (Trib. Milano 28.5.2007, n. 6552, Civ, 2010, 1, 91 - cfr., da ultimo, "LE SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA - ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI", CEDAM 2013, Riccardo MAZZON -).

Qualora si sia verificata una perdita del capitale sociale, non potrà farsi luogo ad alcuna ripartizione (il termine "ripartizione" è stato sostituito a "distribuzione" dall'articolo 3 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6, come modificato dall'articolo 51rr), decreto legislativo 6 febbraio 2004, n. 37) degli utili; il divieto di ripartizione perdurerà sino a che il capitale non venga reintegrato o ridotto in misura corrispondente.

Peraltro, gli utili erogati in violazione delle disposizioni dell'articolo 2487 bis del codice civile non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in buona fede, in base a bilancio regolarmente approvato, da cui risultano utili netti corrispondenti:

"se è vero che ogni socio ha un interesse, giuridicamente protetto, alla rappresentazione chiara e veritiera che il bilancio di esercizio deve realizzare relativamente alla situazione economico-patrimoniale della società, va rilevato che tale interesse esiste ed è tutelato sino a quando una rappresentazione eventualmente non corretta, fornita dal bilancio sociale, sia suscettibile di influenzare l'attività di impresa e le scelte gestionali effettuate nell'ambito della stessa (con possibile danneggiamento degli interessi comuni dei soci)" (Trib. Milano 28.5.2007, n. 6552, GDir, 2007, 30, 48).

Salvo eventuali disposizioni fornite da leggi speciali, dagli utili netti annuali, deve essere dedotta una somma corrispondente almeno alla ventesima parte di essi per costituire una riserva, fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale: detta riserva deve sempre essere mantenuta, nel senso che essa va reintegrata, sino a riportarla al quinto del capitale sociale, qualora venga diminuita per qualsiasi ragione.



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