Changing Society, Separazione, divorzio -  Mazzotta Valeria - 2014-07-28

DIVORZIO: CRESCE IL REDDITO, CRESCE L'ASSEGNO - CASS. ord. 16950/2014 - V. MAZZOTTA

Ben sette anni dopo la separazione, il marito, ex funzionario di banca, percepisce 600.000 euro grazie alla nuova attività lavorativa intrapresa: un"entrata eccezionale, arrivata a lunga distanza dalla separazione, che tuttavia incide sull"entità dell"assegno divorzile.

A stabilirlo è la Corte di Cassazione con l"ordinanza 16950/14, depositata il 24 luglio, che accoglie il ricorso di una donna contro la decisione di merito che, nel determinare l"importo dell"assegno divorzile, non aveva tenuto conto dell"entità del reddito percepito dall"ex, successivamente alla separazione, come provento dell"attività di promotore finanziario. Secondo la Corte d"appello, il quantum del""assegno stabilito dal Tribunale era congruo rispetto alla capacità economica del marito al momento della separazione, quando era funzionario di banca.

Secondo gli Ermellini, presupposto essenziale  ai fini della determinazione dell"assegno divorzile, che trova la propria ratio nel dovere d"assistenza post coniugale, è che i miglioramenti della situazione economica del coniuge possano considerarsi sviluppi naturali e prevedibili dell"attività professionale svolta durante il matrimonio, senza che rilevi la distanza temporale intercorsa dalla separazione, poiché l"obbligo di solidarietà post-coniugale permane a prescindere.

testo della sentenza tratto da cassazione.net



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