Legislazione e Giurisprudenza, Processo di esecuzione -  Mazzon Riccardo - 2014-10-07

DL n. 132/2014, NOVITA': RICERCA DEI BENI DEL DEBITORE DA SOTTOPORRE A PIGNORAMENTO - Riccardo MAZZON

Ancora con l"ambizione di perseguire semplificazione e accelerazione del processo di esecuzione forzata, anche la ricerca dei beni del debitore da sottoporre a pignoramento subisce modifiche strutturali, attraverso: (1) l"abrogazione del settimo comma dell'articolo 492 c.p.c.; (2) la previsione secondo cui, su istanza (con contributo unificato, da pagarsi contestualmente dalla parte istante, già fissato in euro 43, senza possibilità di applicare l'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115) del creditore procedente (la partecipazione del creditore, alla ricerca dei beni da pignorare - di cui al nuovo articolo 492-bis del codice di procedura civile - avrà luogo a norma dell'articolo 165 delle disposizioni d"attuazione del codice di procedura civile), il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore abbia la residenza, il domicilio, la dimora o la sede - verificato il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata -, autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare.

Quanto all"istanza del creditore procedente, essa deve contenere l'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica ordinaria ed il numero di fax del difensore nonché, ai fini dell'articolo 547 c.p.c., dell'indirizzo di posta elettronica certificata.

Così, fermo quanto previsto dalle disposizioni in materia di accesso ai dati e alle informazioni degli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati - istituito presso il Ministero dell'interno - ai sensi dell'articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, attraverso l'autorizzazione predetta, il presidente del tribunale - o un giudice da lui delegato - disporrà che l'ufficiale giudiziario acceda, mediante collegamento telematico diretto, ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni - o alle quali le stesse possono accedere - e, in particolare, nell'anagrafe tributaria, compreso l'archivio dei rapporti finanziari (per "archivio dei rapporti finanziari" - di cui al nuovo articolo 492-bis, primo comma, c.p.c. - s"intende la sezione di cui all'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605), nel pubblico registro automobilistico e in quelle degli enti previdenziali, per l'acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l'individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti.

Terminate le operazioni, l'ufficiale giudiziario redigerà un unico processo verbale, nel quale saranno indicate tutte le banche dati interrogate e le relative risultanze.

Qualora l'accesso abbia consentito di individuare cose che si trovano in luoghi appartenenti al debitore - compresi nel territorio di competenza dell'ufficiale giudiziario -, quest'ultimo accederà agli stessi per provvedere d'ufficio agli adempimenti di cui agli articoli 517, 518 e 520 c.p.c..

Qualora i luoghi predetti non fossero compresi nel territorio di competenza dell'ufficiale giudiziario, copia autentica del verbale sarà rilasciata al creditore che, entro dieci giorni dal rilascio - a pena d'inefficacia della richiesta - la dovrà presentare, unitamente all'istanza per gli adempimenti di cui agli articoli 517, 518 e 520 c.p.c., all'ufficiale giudiziario territorialmente competente.

E" altresì previsto che l'ufficiale giudiziario, quando non rinvenga una cosa individuata mediante l'accesso nelle banche dati ut supra indicate, debba intimare al debitore di indicare, entro quindici giorni, il luogo in cui si trova, avvertendolo che l'omessa o la falsa comunicazione sarà punita a norma dell'articolo 388, sesto comma, del codice penale.

Qualora, invece, l'accesso abbia consentito di individuare crediti del debitore - o cose di quest'ultimo che siano nella disponibilità di terzi -, l'ufficiale giudiziario notificherà d'ufficio - ove possibile a norma dell'articolo 149-bis o a mezzo telefax - al debitore e al terzo il verbale, che dovrà anche contenere l'indicazione (1) del credito per cui si procede, (2) del titolo esecutivo, (3) del precetto, (4) dell'indirizzo di posta elettronica certificata del difensore dell"istante, (5) del luogo in cui il creditore ha eletto domicilio o ha dichiarato di essere residente, (6) dell'ingiunzione, (7) dell'invito e dell'avvertimento al debitore di cui all'articolo 492, primo, secondo e terzo comma c.p.c., nonché (8) l'intimazione al terzo di non disporre delle cose o delle somme dovute, nei limiti di cui all'articolo 546 c.p.c..

Detto verbale dev"essere notificato al terzo per estratto, dovendo contenente esclusivamente i dati a quest'ultimo riferibili.

Inoltre:

(a) quando l'accesso abbia consentito di individuare più crediti del debitore - o più cose di quest'ultimo che siano nella disponibilità di terzi -, l'ufficiale giudiziario è tenuto a sottoporre ad esecuzione i beni scelti dal creditore;

(b) e anche qualora l'accesso abbia consentito di individuare sia cose che si trovano in luoghi appartenenti al debitore, sia crediti del debitore - o cose di quest'ultimo che siano nella disponibilità di terzi -, l'ufficiale giudiziario sottoporrà ad esecuzione i beni scelti dal creditore.

In entrambi questi due ultimi casi (a) e (b), l'ufficiale giudiziario, terminate le operazioni di ricerca dei beni con modalità telematiche, comunicherà al creditore le banche dati interrogate e le informazioni dalle stesse risultanti a mezzo telefax o posta elettronica anche non certificata, dandone atto a verbale.

Il creditore, entro dieci giorni dalla comunicazione, indicherà all'ufficiale giudiziario i beni da sottoporre ad esecuzione (attenzione, perché, in mancanza, la richiesta di pignoramento perderà efficacia!).

Quando si proceda alle operazioni di pignoramento presso terzi a norma del nuovo articolo 492-bis del codice di procedura civile o di pignoramento mobiliare, gli ufficiali giudiziari saranno retribuiti mediante un ulteriore compenso (che rientrerà tra le spese di esecuzione) stabilito dal giudice dell'esecuzione:

a) in una percentuale del 5 per cento sul valore di assegnazione o sul ricavato della vendita dei beni mobili pignorati fino ad euro 10.000,00, in una percentuale del 2 per cento sul ricavato della vendita o sul valore di assegnazione dei beni mobili pignorati da euro 10.001,00 fino ad euro 25.000,00 e in una percentuale del 1 per cento sull'importo superiore;

b) in una percentuale del 6 per cento sul ricavato della vendita o sul valore di assegnazione dei beni e dei crediti pignorati - ai sensi degli articoli 492-bis del codice di procedura civile – fino ad euro 10.000,00, in una percentuale del 4 per cento sul ricavato della vendita o sul valore di assegnazione dei beni e dei crediti pignorati da euro 10.001,00 fino ad euro 25.000,00 ed in una percentuale del 3 per cento sull'importo superiore.

In caso di conversione del pignoramento - ai sensi dell'articolo 495 del codice di procedura civile -, il compenso sarà determinato secondo le percentuali di cui alla lettera a) ridotte della metà, sul valore dei beni o dei crediti pignorati o, se maggiore, sull'importo della somma versata.

In caso di estinzione o di chiusura anticipata del processo esecutivo, il compenso sarà posto a carico del creditore procedente e sarà liquidato dal giudice dell'esecuzione nella stessa percentuale, calcolata sul valore dei beni pignorati o, se maggiore, sul valore del credito per cui si procede.

In ogni caso, il compenso dell'ufficiale giudiziario non potrà essere superiore ad un importo pari al 5 per cento del valore del credito per cui si procede.

Le somme complessivamente così percepite saranno attribuite, dall'ufficiale giudiziario dirigente l'ufficio, nella misura del sessanta per cento all'ufficiale o al funzionario che avrà proceduto alle operazioni di pignoramento; la residua quota del quaranta per cento sarà distribuita dall'ufficiale giudiziario dirigente l'ufficio, in parti uguali, tra tutti gli altri ufficiali e funzionari preposti al servizio esecuzioni; quando l'ufficiale - o il funzionario - che abbia eseguito il pignoramento sia diverso da colui che abbia interrogato le banche dati, il compenso di competenza sarà attribuito nella misura del cinquanta per cento ciascuno.

I casi, i limiti e le modalità di esercizio della facoltà di accesso alle banche dati, nonché le modalità di trattamento e conservazione dei dati - e le cautele a tutela della riservatezza dei debitori – saranno individuati con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dell'economia e delle finanze (sentito il Garante per la protezione dei dati personali).

Con il medesimo decreto saranno individuate le ulteriori banche dati delle pubbliche amministrazioni - o alle quali le stesse possono accedere - che l'ufficiale giudiziario potrà interrogare tramite collegamento telematico diretto o mediante richiesta al titolare dei dati (il Ministro della giustizia potrà procedere al trattamento dei dati acquisiti senza provvedere all'informativa di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196).

Sarà anche istituito, presso ogni ufficio notifiche, esecuzioni e protesti, un registro cronologico denominato "Modello ricerca beni", conforme al modello che verrà adottato con il decreto del Ministro della giustizia ut supra richiamato.

L'accesso, da parte dell'ufficiale giudiziario, alle tutte banche dati de quibus sarà gratuito.

Inoltre, qualora le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l'accesso diretto da parte dell'ufficiale giudiziario alle banche dati predette, non siano funzionanti, il creditore procedente, previa autorizzazione a norma del nuovo articolo 492-bis, primo comma, del codice di procedura civile, potrà ottenere – sempre gratuitamente – direttamente dai gestori delle banche dati medesime le informazioni nelle stesse contenute.



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