Legislazione e Giurisprudenza, Conciliazione -  Mazzon Riccardo - 2014-09-19

DL n. 132/2014: UN NUOVO ISTITUTO, LA CONVENZIONE DI NEGOZIAZIONE ASSISTITA DA UN AVVOCATO - RM

La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato, recita il decreto legge in commento, è un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare, in buona fede e con lealtà, per risolvere in via amichevole la controversia (sic!), tramite l'assistenza di avvocati, iscritti all'albo anche ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96.

In particolare, è normativamente previsto che la convenzione di negoziazione – che dovrà essere redatta, a pena di nullità, in forma scritta e conclusa, con l"assistenza di un avvocato, per un periodo di tempo determinato dalle parti - debba precisare (a) il termine concordato dalle parti per l'espletamento della procedura, in ogni caso non inferiore a un mese; (b) l'oggetto della controversia, che non deve riguardare diritti indisponibili.

In tal ottica, gli avvocati interessati, sotto la propria responsabilità professionale, dovranno certificare l'autografia delle sottoscrizioni apposte alla convenzione; è, inoltre, stabilito un "dovere deontologico" degli avvocati diretto ad informare il cliente, all'atto del conferimento dell'incarico, della possibilità di ricorrere alla predetta convenzione di negoziazione assistita.

L"efficacia del nuovo istituto – che, con ogni probabilità, è destinato a creare non pochi problemi di compatibilità con istituti quali la "mediazione" ovvero il procedimento risarcitorio di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti, così come già disciplinato dal Codice delle Assicurazioni: restano, infatti, espressamente "ferme le disposizioni che prevedono speciali procedimenti obbligatori di conciliazione e mediazione, comunque denominati" - è affidata, peraltro, alla previsione secondo cui – ma la disposizione non si applica quando la parte possa stare in giudizio personalmente -:

(1) chi intenda esercitare in giudizio un'azione relativa a una controversia in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti deve, tramite il suo avvocato, invitare l'altra parte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita;

(2) allo stesso modo deve procedere – "fuori dei casi previsti dal punto (1) e dall'articolo 5, comma 1-bis, del decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28 (procedimento di mediazione)", precisa il decreto legge in esame - chi intenda proporre in giudizio una domanda di pagamento, a qualsiasi titolo, di somme non eccedenti cinquantamila euro.

L'esperimento del "procedimento di negoziazione assistita" è infatti, in tali casi, espressamente qualificato da legislatore come condizione di procedibilità della domanda giudiziale (ma non per le controversie concernenti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti conclusi tra professionisti e consumatori).

E" sempre espressamente previsto dal legislatore che detta improcedibilità, tuttavia, debba essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza; il giudice, quando rilevi che la negoziazione assistita è già iniziata, ma non ancora conclusa, fisserà la successiva udienza a dopo la scadenza del termine previsto in convenzione; allo stesso modo provvederà nel caso la negoziazione non sia stata esperita, assegnando contestualmente alle parti un termine di quindici giorni per la comunicazione dell'invito.

Nei casi in cui l'esperimento del procedimento di negoziazione assistita configuri condizione di procedibilità della domanda   giudiziale, detta condizione si considera avverata: (a) se l'invito non è seguito da adesione - o è seguito da rifiuto - entro trenta giorni dalla sua ricezione; (b) quando sia decorso il periodo di tempo previsto in convenzione.

Il procedimento di negoziazione assistita non è, espressamente, considerato condizione di procedibilità: (a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione; (b) nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696-bis del codice di procedura civile; (c) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata; (d) nei procedimenti in camera di consiglio; (e) nell'azione civile esercitata nel processo penale.

In ogni caso, l'esperimento del procedimento di negoziazione assistita non preclude mai la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale.

Nei casi in cui il procedimento di negoziazione assistita configuri condizione di procedibilità della domanda, all'avvocato non è dovuto compenso dalla parte che si trovi nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell'articolo 76 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 e successive modificazioni; a tal fine, la parte è tenuta a depositare all'avvocato apposita dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo avvocato, nonché a produrre, se l'avvocato lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato.

Da notare come sia espressamente previsto che le disposizioni che prevedono la condizione di procedibilità de qua acquistino efficacia decorsi novanta giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge in commento.



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