Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-09-08

DM 1444 2 APRILE 1968: DISPONE DISTANZE TRA FABBRCATI, MA ATTENZIONE ALLE DIVERSE ZONE - Riccardo MAZZON

il decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968

dispone distanze tra i fabbricati

le c.d. "zone omogenenee" previste dall"articolo 2 del decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968

Nell"ambito amministrativo delle distanze (ma, come sovente affermato, con dirette conseguenze in ambito prettamente civilistico: cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto), particolare importanza riveste il decreto ministeriale n. 1444 del 2 aprile 1968, emanato su delega dell"articolo 41 quinquies della legge 17 agosto 1942 n. 1150, aggiunto alla legge urbanistica dall"articolo 17 della legge n. 765 del 6 agosto 1967: trattasi, senz"altro, di normativa che dispone distanze dai fabbricati e non dai confini:

"l'art. 41 quinquies della legge urbanistica, integrato dal d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, art. 9, nella parte in cui stabilisce che la distanza dagli edifici vicini non può essere inferiore a quella di ciascun fronte dell'edificio da costruire, fa riferimento alla distanza fra fabbricati e non alla distanza di questi dal confine"" Cass. 16.2.96, n. 1201, GCM, 1996, 205.

Per una corretta comprensione del disposto normativo interessante la materia che ci occupa, ossia per agevolmente interpretare l"articolo 9 del decreto ministeriale citato, regolante le distanze,

"la disciplina dell'art. 41 quinquies, l. 17 agosto 1942 n. 1150, integrato dall'art. 9 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, riguarda espressamente la distanza tra fabbricati e costituisce un vincolo per i comuni in sede di predisposizione degli strumenti urbanistici"" T.A.R. Emilia Romagna Bologna 26.5.03, n. 645, TAR, 2003, 1603,

necessita preliminarmente riferire cosa il decreto stesso intenda con il temine "zone", operando l"articolo 9 medesimo vari distinguo poggianti proprio su tale concetto.

Per l"articolo 2 del decreto ministeriale 1444, infatti, sono considerate zone territoriali omogenee, identificate ciascuna con una diversa lettera maiuscola dell"alfabeto, le seguenti sei categorie:

  • Zona "A" - le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi;

"il d.m. 2 aprile 1968 n. 1444, che, in applicazione dell'art. 41-quinquies della legge urbanistica (come modificato dall'art. 17 l. n. 765 del 1967), detta i limiti di densità, altezza, distanza tra i fabbricati, all'art. 9, comma 1, n. 2, con disposizione tassativa ed inderogabile, dispone che negli edifici ricadenti in zone territoriali diverse dalla zona A, è prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. Tale prescrizione, stante la sua assolutezza ed inderogabilità, risultante da fonte normativa statuale, sovraordinata rispetto agli strumenti urbanistici locali, comporta che, nel caso di esistenza sul confine tra due fondi di un fabbricato avente il muro perimetrale finestrato, il proprietario dell'area confinante che voglia, a sua volta, realizzare una costruzione sul suo terreno deve mantenere il proprio edificio ad almeno dieci metri dal muro altrui, con esclusione, nel caso considerato, di possibilità di esercizio della facoltà di costruire in aderenza (esercitabile soltanto nell'ipotesi di inesistenza sul confine di finestre altrui) e senza alcuna deroga, neppure per il caso in cui la nuova costruzione realizzata nel mancato rispetto del menzionato d.m. sia destinata ad essere mantenuta ad una quota inferiore a quella dalle finestre antistanti e a distanza dalla soglia di queste conforme alle previsioni dell'art. 907, comma 3, c.c." Cassazione civile, sez. II, 22/04/2008, n. 10387 (Conferma App. Potenza 8 luglio 2003) S.E. c. M. Giust. civ. 2010, 1, 178

  • Zona "B" - le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone "A", dove si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq;

"il d.m. 2 aprile 1968, emanato ai sensi dell'art. 17, l. n. 765 del 1967, trae da questa la forza di integrare con efficacia precettiva il regime delle distanze nelle costruzioni, sicché l'inderogabile distanza di dieci metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti — ricadenti in zone territoriali diverse dalla zona A, come nel caso di specie, in cui trattasi di zona intensiva di completamento satura B2 — vincola anche i Comuni in sede di formazione e di revisione degli strumenti urbanistici, con la conseguenza che ogni previsione regolamentare in contrasto con l'anzidetto limite minimo è illegittima, essendo consentita alla P.A. solo la fissazione di distanze superiori" T.A.R. Campania Napoli, sez. II, 26/07/2011, n. 4010 C.N. c. (avv. Di Fruscio) c. Com. Cicciano Foro amm. TAR 2011, 7-8, 2437 (s.m.)

  • Zona "C" - le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino inedificate o nelle quali la edificazione preesistente non raggiunga i limiti di superficie e densità di cui alla precedente lettera "B" ;
  • Zona "D" - le parti del territorio destinate a nuovi insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati;
  • Zona "E" - le parti del territorio destinate ad usi agricoli, escluse quelle in cui - fermo restando il carattere agricolo delle stesse - il frazionamento delle proprietà richieda insediamenti da considerare come zone "C" ;
  • Zona "F" - le parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale.



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