Legislazione e Giurisprudenza, Reato -  Chiarini Giulia - 2015-08-11

DOLO GENERICO E ABBANDONO DI PERSONA INCAPACE Cass. Pen. 34194/2015 - Giulia CHIARINI

- Art. 591 c.p.

- Analisi della personalità della vittima

- Analisi della condizione psicologica dell"imputato

Un interdetto, persona offesa del caso in esame, veniva abbandonato dal fratello, suo tutore. Quest"ultimo veniva indagato per il reato p.p. dall"art. 591 c.p., per l"abbandono di persona incapace. Il G.U.P. riteneva che la condotta del predetto non fosse stata caratterizzata dal dolo e, per tale motivo, pronunciava sentenza di non doversi procedere.

Avverso tale pronuncia, ricorreva per Cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale, ritenendo che il G.U.P.  non avesse correttamente analizzato la condizione psicologica dell"imputato, prestando attenzione solo alla personalità del soggetto incapace ed alle sue "particolari" abitudini di vita.

L"imputato, infatti, pur essendo a conoscenza del fatto che l"incapace si era allontanato e fosse privo dei documenti di  identità, non aveva sporto denuncia.

La Cassazione ritiene fondato il ricorso.

Il Giudice di prime cure, infatti, focalizzava l"attenzione (solamente) sul fatto che l"incapace in numerose occasioni lasciava il suo domicilio dove viveva con l"imputato e la sua famiglia per poi farvi rientro.

La Suprema Corte, ricordando una recente pronuncia, afferma che "l"abbandono è integrato da qualunque azione od omissione contrastante con il dovere giuridico di cura (o di custodia) che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o l'incolumità del soggetto passivo, sicché ne risponde colui che, (pur non allontanandosi dal soggetto passivo), ometta di far intervenire persone idonee ad evitare il pericolo stesso." (Sez. 2, n. 10994 del 06/12/2012).

Confermando quanto espresso dalla giurisprudenza constante, il Supremo Consesso ribadisce che il dolo del delitto di cui all"art. 591 c.p. è generico,  non essendo necessaria una condotta caratterizzata un atteggiamento finalistico o un"intenzione specifica (che nel caso di specie, viene definito «malanimo») da parte del reo.

In virtù di quando espresso, la Corte accoglie il ricorso, annullando la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale per ulteriore esame.



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