Articoli, saggi, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2014-02-03

DOMANDA GIUDIZIALE DIRETTA A CONSEGUIRE LA COMPROPRIETA' DEL MURO DI CONFINE - RM

La domanda giudiziale diretta al conseguimento della comproprietà del muro di confine ha natura reale, con valore determinato secondo le regole processuali generali:

"la domanda diretta al conseguimento della comunione forzosa del muro a confine tra fondi contigui, secondo la previsione dell'art. 874 c.c., ha natura reale ed il suo valore è dato da quello della parte del muro da rendersi comune e della metà del suolo su cui è costruito. Pertanto, a seguito dell'abolizione del tributo diretto verso lo Stato, ed in applicazione del criterio previsto dall'ultimo comma dell'art. 15 c.p.c., la suddetta domanda esula dalla competenza del pretore e spetta alla cognizione del tribunale, qualora gli atti non forniscano alcun elemento utile per il riscontro, dell'indicato valore, sicché questo debba essere ritenuto indeterminabile" Cass. 24.11.83, n. 7041, GCM, 1983, fasc. 10; "la domanda diretta al conseguimento della comunione forzosa del muro a confine fra fondi contigui, con la quantificazione del relativo indennizzo, in quanto rivolta al trasferimento di una quota di proprietà del muro stesso, ha natura reale. Ne consegue che il valore di tale domanda, al fine della competenza, va determinato a norma del comma ultimo dell'art. 15 c.p.c. (divenuti inapplicabili i criteri di cui ai precedenti commi, per effetto del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 597), e che, quindi, in ipotesi di indeterminabilità di tale valore alla stregua degli atti, la domanda stessa resta devoluta alla competenza del tribunale" Cass. 19.1.80, n. 457, GCM, 1980, fasc. 1 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto.

Gli effetti della pronuncia giudiziale sono costitutivi – anche se, in senso contrario, la dottrina prevalente sostiene trattarsi di

"sentenza di accertamento, in quanto il vicino, ove ricorrano i presupposti e le condizioni prescritte dalla legge, ha senz'altro il diritto alla comunione e la dichiarazione del proprietario del muro ha natura di atto di riconoscimento del diritto del vicino; la sentenza non verrà che a sostituire tale riconoscimento e pertanto i suoi effetti decorreranno dallo scadere del termine assegnato con l'atto di interpellanza" Albano, Muro, in NN.D.I., X, Torino, 1964 1016

e comportano non un diritto dominicale di ciascuno dei proprietari dei fondi confinanti di utilizzare in modo esclusivo il muro o lo spazio ad esso sovrastanti fino alla mezzeria, bensì la mera proprietà pro indiviso del muro medesimo:

"la comunione del muro sul confine comporta la proprietà pro indiviso del muro e del suolo su cui esso è eretto, senza, quindi, che sia configurabile un diritto dominicale di ciascuno dei proprietari dei fondi confinanti di utilizzare in modo esclusivo il muro o lo spazio ad esso sovrastanti fino alla mezzeria, come se il confine tra le due proprietà coincidesse con la mezzeria del muro stesso, sicché l'appoggio (parziale o totale) sulla sommità del muro del fabbricato di uno dei partecipanti alla detta comunione senza il consenso degli altri è illegittimo e ciascuno dei condomini o comunisti conseguentemente è legittimato ad agire in reintegra" Cass. 8.7.83, n. 4599, GCM, 1983, fasc. 7.

Il valore del muro, al fine dell"indennità di mediana, andrà determinato con riferimento al momento della pronuncia:

"Il valore del muro sul confine di cui il proprietario del fondo contiguo chiede la comunione forzosa a norma dell'art. 874 c.c. va determinato con riferimento al momento della pronunzia, mentre il costo di costruzione del muro stesso e delle sue fondazioni costituisce solo una componente di tale valore" (Cass. 11.1.82, n. 115, GCM, 1982, fasc. 1.



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