Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2015-01-10

DUE COSE DI CUI SONO GRATA – Maria Rosa PANTÉ

Io scrivo poesie religiose. Proprio dedicate a Gesù, alla Madonna, a Dio. Il Dio della mia tradizione, dunque cristiano e cattolico. Scrivo anche di santi, anzi sante e mistiche.

Alcune poesie sono belle, molte no.

Belle o meno, sono le poesie che non riesco a leggere a voce alta a nessuno.

Le poesie religiose.

La cosa più intima che si possa toccare è, per me, quella: il rapporto con qualcosa che mi trascende, almeno spero mi trascenda perchè sono abbastanza satura dei miei confini.

Fa molta paura, a me fa molta paura, trascendere, ma mi succede, e mi succede di voler scrivere poesie religiose e di non riuscire a leggerle a voce alta.

La fede, anche quella riluttante, come è la mia, non è mai rassicurante, è una esperienza sempre estrema e non mi stupisco che la prima poesia sia stata la poesia relgiosa.

Ma insomma ecco la mia poesia religiosa, ispirata credo ai tanti morti ammazzati di questi giorni e di ogni giorno della nostra storia di uomini e donne.

È un inno all'estraneità e alla bomtà.

Insomma un po' scandalosa è...

Poesia di ringraziamento

Sono due le mie consolazioni

le mie grazie. Essere a tutto straniera,

esule nell'intimo da ogni luogo

da ogni convinzione,

essere io le mie radici e credere

in un Dio buono. In lui è la mia pace:

tutto sarà perdonato, sarà

tutto amato. Che gioia (scandalosa),

nel dolore, m'invade il cuore. Tutto,

sì tutto subito ritorna buono.



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