Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2013-08-19

E ILLEGITTIMA LAZIENDA SPECIALE REGIONALE PER LA GESTIONE DELLACQUA – C. cost. 228/13 – Alceste SANTUARI

Con la sentenza n. 228 del 23 luglio 2013, la Corte costituzionale ha statuito quanto segue:

1.         la disciplina dell'affidamento della gestione del servizio idrico integrato attiene […] alle materie tutela della concorrenza e tutela dell'ambiente riservate alla competenza legislativa esclusiva dello Stato.

2.         in base al disposto del terzo periodo del c. 186-bis dell'art. 2 della l. 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - l. finanziaria 2010), inserito dall'art. 1, c.1-quinquies, del d.l. 25 gennaio 2010, n. 2 (Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni), conv. con modif., dalla l. 26 marzo 2010, n. 42, "alla legge regionale spetta soltanto disporre l'attribuzione delle funzioni delle soppresse Autorità d'ambito territoriale ottimale (AATO), "nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza"

3.         alla legge regionale non spetta, di conseguenza, provvedere direttamente all'esercizio di tali funzioni affidando la gestione ad un soggetto determinato".

4.         in base alla normativa statale, pertanto, la legge regionale deve limitarsi ad individuare l'ente od il soggetto che eserciti le competenze già spettanti all'AATO, al quale, quindi, spetta sia deliberare la forma di gestione del servizio idrico integrato, sia aggiudicarne la gestione.

5.         in applicazione del suddetto principio, è da ritenersi illegittimo l'art. 79 della l.r. Molise n. 2 del 2012, nella parte in cui affida direttamente la gestione del servizio idrico integrato all'"Azienda speciale regionale Molise Acque", ente di diritto pubblico strumentale della Regione, si pone in contrasto con la suddetta normativa statale e quindi viola l'art. 117, c. 2, lettere e) ed s), Cost. Essa, infatti, da un lato, esclude che l'ente individuato dalla Regione come successore delle competenze dell'AATO deliberi, con un proprio atto, le forme di gestione del servizio idrico integrato e provveda all'aggiudicazione della gestione del servizio; dall'altro, con disposizione che tiene luogo di un provvedimento, stabilisce essa stessa che il predetto servizio sia affidato specificamente alla citata azienda pubblica regionale, precisamente individuata dalla medesima legge regionale del Molise.

In sintesi, la Corte costituzionale (cfr. anche le sentenze n. 246 e 307 del 2009; n. 325 del 2010; n. 128 e 187 del 2011; n. 62 del 2012) ha ritenuto la norma regionale del Molise costituzionalmente illegittima in quanto, affidando in via diretta la gestione del servizio ad un ente strumentale della Regione, e quindi sottraendo al soggetto subentrato all"Autorità d"ambito il potere di scelta delle modalità di «affidamento della gestione del servizio idrico integrato», viola la competenza legislativa esclusiva statale nelle materie della tutela della concorrenza e della tutela dell"ambiente alla quale va ricondotta la disciplina delle Autorità d"ambito territoriale (e dei nuovi soggetti che dette autorità andranno a sostituire), ponendosi in contrasto con la normativa statale.

Essa, inoltre, affidando ope legis la gestione del servizio idrico integrato, che è un servizio di rilevanza economica, riconducibile alla categoria dei servizi di interesse economico generale, soggetto in quanto tale alla concorrenza, ad un ente di diritto pubblico che si configura quale ente strumentale della Regione, esclude la concorrenza, violando il diritto comunitario.



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