Articoli, saggi, Generalità, varie -  Rossi Stefano - 2014-05-28

E' NATA LA RIVISTA DI BIODIRITTO

«Che ne è del diritto mentre la tecnica s"impossessa del nascere e morire umano?».

La domanda posta da Natalino Irti ci conduce direttamente al cuore del problema del biodiritto. Esso indica molto di più di un neutro legame tra vita e diritto: da una parte vita smette di essere una semplice durata, un intervallo di tempo tra nascere e morire, cui erano affidati confini certi, e persino sacri e inviolabili. Dall"altra diritto smette di essere un semplice meccanismo di regolazione. Giuridificare la vita significa metterla in "forma" e, di conseguenza, incidere direttamente su destini, scelte, progetti: mai come in questo caso il diritto si costruisce come tecnica, e insieme potere, che aggiudica libertà e limiti, possibilità che si aprono e contingenze che ne riducono gli spazi. Il gioco che si instaura tra la vita e le regole (Rodotà 2006) si snoda sempre su equilibri provvisori e instabili tra le tante dimensioni della vita, gli ambivalenti poteri della tecnica e le domande crescenti che vengono rivolte all"etica e al diritto. Mai soltanto limite e mai soltanto potere legittimamente riconosciuto, il diritto si trova di fronte all"eccedenza della vita con compiti difficili. Paradossalmente dovrà prendere distanza dalla vita per poterla regolare (E. Resta, voce Biodiritto, Enc. Treccani).

A queste domande e questioni tenterà di dare una risposta la Rivista di BioDiritto, nata dalla rete di competenze e conoscenze giuridiche, mediche e filosofiche che nel nostro Paese si interrogano criticamente sui temi della bioetica e dei suoi riflessi nel diritto. Siamo lieti pertanto di poter segnalare all'attenzione del lettore questa innovativa e interessante iniziativa editoriale.

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Inaugurare una rivista di biodiritto è come imbandire una tavola a cui sono invitati i commensali più diversi – diversi per gusti, abitudini alimentari, tradizioni gastronomiche. Per sua stessa natura, il biodiritto segna un'area di convergenza.

Il punto di convergenza è evidentemente il diritto, ma i punti di partenza si spargono a ventaglio e si collocano a ogni angolo dell'esperienza umana, nei tanti punti in cui la nostra vita biologica interseca le scienze e le tecnologie.

Chi – come noi – decida di imbandire questa tavola, si assume l'onere di ascoltare le esigenze altrui.

La Direzione di BioLaw Journal – Rivista di BioDiritto è formata da giuristi il cui programma consiste nel cercare di capire i problemi che le scienze e le tecnologie incontrano penetrando nella nostra vita e che presentano una dimensione giuridica. Essi costituiscono una sfida per gli istituti, i principi, la legislazione vigente, le prassi interpretative, la giurisprudenza e richiedono una risposta quanto più coerente con le componenti del diritto, del diritto vigente e di quello da progettare. Per di più si tratta di problemi che toccano l'esperienza esistenziale di ogni persona, data la pervasività transnazionale della scienza e della tecnica. Per cui le risposte offerte a questi problemi si sviluppano a stretto contatto in un mondo giuridico con ormai poche frontiere, travolgendo differenze anche profonde tra le culture giuridiche dei diversi ordinamenti; anche sotto questo profilo, il biodiritto si sta rivelando un terreno di forte convergenza.

In questo fascicolo di esordio della Rivista abbiamo allestito un forum invitando a parteciparvi commensali che da tempo praticano la zona di incrocio tra il diritto e le scienze della vita. Come d"uso per i convivi ove si riuniscono persone accomunate dai medesimi interessi ed esperienze, ai convitati – i membri del Comitato Scientifico della Rivista che con questo numero vede la luce – è stato chiesto di contribuire ad imbandire la tavola con l"esperienza di ciascuno, frutto di competenze professionali e di ricerca riconosciute a livello nazionale e internazionale.

Agli ospiti italiani sono state proposte quattro linee di riflessione, aventi rispettivamente ad oggetto le caratteristiche del rapporto tra diritto e scienze della vita, i più significativi mutamenti che tale rapporto ha subito nell"ultimo decennio, il valore dell"interdisciplinarietà e i limiti e le potenzialità dell"intervento giurisdizionale in questioni concernenti le scienze della vita.

Le questioni che emergono dalle risposte fornite dai nostri commensali offrono una ricchissima serie di spunti che potranno essere oggetto di approfondimento anche nei prossimi numeri della Rivista. La diversità del background professionale e disciplinare dei membri del Comitato scientifico non ha soltanto ampliato la visuale e le prospettive concernenti alcune delle più discusse problematiche dell"attuale dibattito politico, etico, giuridico e scientifico, quali il cd. caso Stamina o la fitta giurisprudenza sulla legge 40, ma ha anche portato alla luce alcune interessanti linee di convergenza. (...)

(dalla Introduzione di R. Bin e L. Busatta)

Vedi al link http://www.biodiritto.org/rivista



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