Legislazione e Giurisprudenza, Separazione, divorzio -  Cardani Valentina - 2014-09-26

E SE LAMORE NON DURA… LASSEGNO DIVORZILE VA RIDIMENSIONATO- Cass., Sez. I Civile, 18722/2014 – V. CARDANI

Capita che la procedura di scioglimento del vincolo coniugale duri più dello stesso vincolo… Ma capita anche – e non di rado! - che non vi sia limite alle controversie tra ex coniugi per la determinazione della misura dell"assegno divorzile.

Ebbene, quando l"amore dura meno delle liti coniugali, come si determina l"eventuale contributo dovuto dal marito in favore dell"ex moglie (o comunque sia, del partner economicamente più debole)?

Tale la vicenda presa in considerazione nella pronuncia in commento.

I coniugi protagonisti, uniti in matrimonio per appena due anni, dopo aver chiesto la separazione adivano di nuovo il Tribunale per veder dichiarato il definitivo scioglimento del vincolo. Tuttavia, la vicenda non si esauriva pacificamente, ma proseguiva fino al giudizio in Corte di Cassazione per stabilire il "corretto" ammontare dell"assegno divorzile, inizialmente determinato in 200,00 Euro mensili.

In particolare, la moglie asseriva l"errata valutazione dei criteri di cui all"art. 5 della lg. 898/70, con riferimento alla comparazione tra le sostanze dei due coniugi (ella, infatti, sosteneva che il marito godesse di un reddito, di ben 16 volte superiore al suo) e alla responsabilità del marito in ordine alle cause della separazione.

La Corte di merito, poi, sosteneva la ricorrente, aveva omesso di accertare l"effettiva entità del patrimonio del coniuge, atteso che questi, svolgendo l"attività di imprenditore, aveva certamente proventi "occulti", della cui esistenza avrebbe dovuto tenersi conto nella determinazione del contributo alla stessa spettante.

Infine, veniva censurata la pronuncia di merito per l"aver rigettato la domanda di una quota di tfr così come previsto dall"art. 12bis della lg. 898/70.

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, rilevando come la Corte d"Appello avesse fatta corretta applicazione dei criteri di cui al già menzionato art. 5 lg. 898/70, avendo contemperato non solo le possibilità economiche di entrambi i coniugi, ma altresì la breve durata del rapporto.

Parimenti veniva rigettata la domanda volta ad ottenere la quota di tfr, stante la mancata prova della liquidazione di quest"ultimo in favore dell"ormai ex marito.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati