Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-09-27

EDIFICI POSTI A SCHIERA: E' APPLICABILE LA DISCIPLINA DEL CONDOMINIO? - Riccardo MAZZON

Perché possa ritenersi sussistere la condominialità tra edifici posti a schiera, occorre riscontrare l'unitarietà delle strutture portanti e degli impianti essenziali indicati nell'articolo 1117 del codice civile, non potendo bastare la mera comunione del muro divisorio delle diverse porzioni immobiliari affiancate [infatti, le norme che disciplinano il condominio riguardano le sole case divise in piani orizzontali e non si applicano agli edifici divisi in due o più parti verticalmente; pertanto, in detta ipotesi, mentre sono comuni i muri divisori delle diverse porzioni immobiliari affiancate,

"sono di proprietà esclusiva dell'unità immobiliare di cui sono parte integrante, i muri perimetrali" (Cass., sez. II, 27 aprile 1979, n. 2448, GCM, 1979, 4 - si veda anche, in argomento, amplius, "La responsabilità nel condominio dopo la riforma", Riccardo Mazzon, 2013 -)],

tale comunione del singolo elemento non potendo certo valere a costituire la condominialità fra le due unità abitative; nella recente pronuncia che segue, ad esempio, è stata riscontrata dal tribunale l'assoluta indipendenza dei due alloggi, non aventi in comune né scale, né androni, né alcuna altra porzione oltre il muro divisorio, tanto meno i servizi e le utenze; conseguentemente,

"è stata dichiarata l'illegittimità dell'installazione di un tubo del gas, per spregio dell'art. 889 c.c." (Trib. Cassino 10 dicembre 2009, n. 1046, ALC, 2010, 3, 294).



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