Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-04-04

Edith Irene Södergran - Maria Beatrice Maranò

L"almanacco di oggi festeggia la nascita di Edith Irene Södergran, nata a San Pietroburgo il 4 aprile 1892.

Una dolorosa odissea in sanatori finlandesi e svizzeri, a causa della Tisi, caratterizzò la sua esistenza e la rovina economica, sopraggiunta con la Rivoluzione d"Ottobre, gli stenti e il duro isolamento, cui fu obbligata dalla povertà e dalla malattia, affrettarono la sua fine nel giugno del 1923, a Raivola (Carelia). Di sè scriveva : "Che il mio poetare sia poesia nessuno può negarlo, che sia verso non voglio pretenderlo. Ho cercato d"infondere un ritmo a certe recalcitranti poesie; e ci si rende conto che possiedo la forza della parola e dell"immagine solamente in piena libertà, cioè a spese del verso. Le mie poesie sono da prendere come disegni trascurati. Quanto al contenuto, lascio che il mio istinto fabbrichi ciò che il mio intelletto vede in un"attitudine d"attesa. La mia sicurezza dipende dal fatto che ho scoperto le mie dimensioni."

La mia anima era un abito azzurro colore del cielo;
l"ho lasciato su uno scoglio, sul mare
e sono venuta da te, e somigliavo a una donna.
E come una donna mi sono seduta alla tua tavola
e ho bevuto una coppa di vino, e respirato il profumo delle rose.
Hai detto che ero bella, che somigliavo
a qualcosa che avevi visto in sogno.
Ho dimenticato tutto, la mia infanzia e la mia patria,
sapevo solo che le tue lusinghe mi tenevano prigioniera.
E tu, ridendo, hai preso uno specchio e mi hai detto di guardarmi.
Ho visto che le mie spalle erano fatte di stoffa
e si stavano sbriciolando,
ho visto che la mia bellezza era malata,
e che desiderava solo una cosa: sparire.
Oh, tienimi stretta tra le tue braccia,
che io non abbia più bisogno
di niente. (Edith Irene Södergran)



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