Changing Society, Orientamento sessuale -  Redazione P&D - 2014-10-04

ELEZIONE DI DUE DONNE A GIUDICI COSTITUZIONALI - UNA PETIZIONE

Si sottopone all'attenzione dei lettori la giusta petizione lanciata dall'avv. Antonio Rotelli, presidente di rete Lenford

Il  Parlamento sta cercando da mesi di eleggere due giudici della Corte  costituzionale. Dopo quindici votazioni, non si è riusciti a eleggere  nessuno.

Il Paese sembra guardare distrattamente a quanto sta  accadendo, nonostante si stia decidendo circa la composizione del più  importante organo di garanzia costituzionale.

Colpisce che il Parlamento stia tentando di eleggere - ancora una volta - due uomini, senza affrontare l"urgente problema di un riequilibrio di genere all"interno della Consulta.

Dal 1955, anno di insediamento della Corte, il Parlamento non ha mai eletto una donna come giudice; né lo hanno fatto le Alte Magistrature ordinaria ed amministrativa, cui spetta di eleggere un terzo dei giudici. Su 104 giudici costituzionali, le uniche 3 donne sono state tutte di nomina presidenziale (Scalfaro, Ciampi e Napolitano).

Questo vuol dire, come percentuale totale, che solo il 2,88% dei  giudici costituzionali è stato di sesso femminile; inoltre, alla  Consulta non è mai stata presente più di una donna per volta, con un  rapporto di genere di 1 a 14. La prima giudice è stata eletta solo nel 1996, cioè a 40 anni  dall'inizio di attività della Corte; e tutti i 38 presidenti della Corte  sono stati uomini. Ricordiamo i nomi delle donne che finora hanno fatto  parte della Corte: Fernanda Contri, Maria Rita Saulle, Marta Cartabia.

Se anche questa volta il Parlamento eleggesse due uomini, il  principio del rispetto delle pari opportunità di genere espresso  dall"art. 51 della Costituzione e da numerose norme di legge, sarebbe  nuovamente calpestato.

L'affermazione delle donne in magistratura è stata lenta e difficile.  Nel novembre del 1947, l"Assemblea Costituente bocciava il principio  che : «Le donne hanno diritto di accesso a tutti gli ordini e gradi  della Magistratura»; perché - si sosteneva - « fra i due sessi esistono  differenze che si esprimono in varie forme e non è possibile  improvvisare una capacità, un"attitudine».

Quanta strada abbiamo fatto da allora? Solo un pregiudizio sessista può spiegare quanto accaduto  fino ad oggi nella composizione della Consulta. Se il criterio di  elezione fosse davvero il merito, non vi è dubbio che il Parlamento  avrebbe eccellenti donne giuriste tra cui scegliere, come – per  citare solo alcuni dei nomi già presi in considerazione durante le  votazioni in Parlamento - Lorenza Carlassare, Giuditta Brunelli, Silvia  Niccolai, Barbara Pezzini.

Pertanto, chiediamo al Parlamento di eleggere due donne e  garantire d'ora in poi una equilibrata rappresentanza di genere nella  composizione della Corte costituzionale.



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