Articoli, saggi, Fine vita -  Redazione P&D - 2014-03-01

ELOGIO DELLA BUONA MORTE - Riccardo SANOS

Si offre all'attenzione del lettore un ampio saggio dedicato alla più delicate tematiche della bioetica contemporanea.

Il presente lavoro nasce dall'idea di esporre alcune mie considerazioni accumulate in un‟annosa meditazione su i vari aspetti concernenti la morte. Nutrendo un profondo interesse verso ciò che precede e ciò che succede alla nostra esistenza, mi sono sentito spinto ad uno studio interdisciplinare al fine di indagare gli aspetti filosofici dell'argomento, senza ignorare quelli medici, storico-sociali e giuridici.

Il rispetto che nutro verso il c.d. miracolo della vita comprende un ampio ventaglio di espressioni empiriche, compresa quella ultima e non meno importante della morte fisica e psichica degli enti in generale e dell'essere umano in particolare. Per non appesantire troppo uno spazio così breve, come quello che il saggio impone, mi limiterò in questa sede a proporre alcune considerazioni sull'argomento dell'eutanasia umana vista nel suo aspetto di morte corporea, tralasciando quello metafisico.

Nonostante tale argomento scorra in modo capillare nei millenni della nostra storia, credo che tutt'oggi sia ingabbiato come taboo dalla maggior parte delle persone che, vivendo la loro vita, a tutto pensano tranne a quando e soprattutto a come essa possa finire. L'homo oeconomicus odierno si allontana sempre più, a mio avviso, dai princìpi che erano alla base del vivere sociale dei nostri antenati, i quali vedevano la morte come una componente complementare alla vita, in un ciclico flusso del divenire che amalgama i contrari in un processo armonico e razionale, e non come suo opposto negativo da cui distrarsi per paura di essere toccati prematuramente dall'ultimo granello della clessidra.

L‟atteggiamento che avrò nei confronti dell'eutanasia sarà analitico e critico verso le principali correnti di pensiero che hanno affrontato l‟argomento dai secoli passati ai giorni odierni. Senza alcuna pretesa di esaustività, mi propongo di tracciare un percorso concettuale attraverso cui comprendere meglio i vari aspetti e le teorie che entrano in conflitto tra loro ogniqualvolta si tenta di giustificare le proprie posizioni ideologiche su una base dogmatica o moralista.

Escludo la possibilità di raggiungere una conclusione definitiva sulla liceità o illiceità dell'eutanasia, ben sapendo delle innumerevoli sfumature che caratterizzano gli atti eutanasici nel loro complesso e delle complicanze che da essi derivano in ambito giuridico. Spero tuttavia, in questo mio breve percorso, di poter delineare un quadro abbastanza chiaro e che l'opinione pubblica e il futuro legislatore si interessino di più a un argomento che all'insaputa di tutti può comunque capitare a chiunque. Personalmente, sono dell'opinione che è meglio pensare ed affrontare un argomento che può anche non capitarci, piuttosto che evitare di pensarci e farci cogliere di sorpresa e dal panico se questo dovesse investire la nostra vita. Il mio ragionamento dovrebbe essere letto in chiave altruistica, considerando anche che una persona potrebbe essere contraria all'eutanasia per se stessa (magari perchè crede che patire un forte dolore fisico per anni possa in parte redimerlo fideisticamente dai peccati, oppure che una paralisi cronica faccia parte del suo destino e lo vuole accettare, o per altri motivi a noi ignoti), ma favorevole al suo ricorso da chi ne senta il bisogno.

In altre parole, credo che bisogni tollerare le idee e le azioni altrui (a patto che non ledano altre persone) anche se non si condividono le posizioni e le motivazioni assunte. Bisognerebbe lasciare abbastanza spazio alle persone per decidere loro stesse se desiderano, oppure no, fare ricorso a pratiche eutanasiche, in nome della libertà e dell'autonomia individuale, nonché della dignità stessa della persona.

Nella parte conclusiva del lavoro è presente un capitolo che funge da breve glossario concettuale per chiarire ulteriormente gli aspetti medici e giuridici, le pratiche bioetiche e le posizioni filosofiche coinvolte nel nostro discorso sull'eutanasia. Quest'iniziativa nasce dalla mia intenzione di non appesantire troppo il discorso svolto nei vari capitoli, in modo tale da permettere uno spaginamento argomentativo più fluido che passi da un argomento all'altro senza trovare ostacoli concettuali o chiarimenti troppo meticolosi, che proprio perché importanti nell'analisi dei vari aspetti della questione sono stati spostati in un'apposita sede alla fine del saggio.

Una copiosa bibliografia compensa le lacune presenti nell'esposizione dell'argomento qui trattato per ovvi motivi di spazio e di peso. Invito comunque a consultarla, per chiunque fosse interessato ad analizzare ulteriormente le problematiche da me affrontate o anche per controllare la coerenza della mia esposizione dei fatti che, seppur critica e a volte consapevolmente polemica, spero sia abbastanza obiettiva.



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