Legislazione e Giurisprudenza, Generalità, varie -  Santuari Alceste - 2016-09-11

Enti di governo del servizio idrico integrato – Corte Conti Piemonte 99/16 – Alceste Santuari

Gli enti di governo d'ambito del servizio idrico integrato si configurano come enti associativi a partecipazione obbligatoria a cui sono state trasferite ex lege le funzioni di programmazione e gestione del servizio.

La Corte dei Conti, sez. regionale di controllo per il Piemonte, con la deliberazione 19 luglio 2016, n. 99 torna su un tema assai delicato per l"attività dei comuni in forma associata.

I giudici contabili piemontesi, dopo aver ricostruito il quadro normativo in cui si colloca il servizio idrico integrato, confermano "il modello organizzativo del servizio idrico integrato basato sull"attribuzione ex lege delle funzioni di programmazione e regolazione in capo ad enti di secondo grado a partecipazione obbligatoria degli enti locali ricadenti nella perimetrazione territoriale d"ambito (appunto, gli "Enti di governo dell"ambito", la cui denominazione sostituisce la precedente di "Autorità d"Ambito" originariamente prevista dal c.d. Codice dell"Ambiente), la cui configurazione di dettaglio è demandata alla disciplina regionale"

Come è noto, l"istituzione degli Enti di governo d"ambito risponde all"esigenza di prevedere un livello locale di pianificazione, gestione e regolazione del servizio idrico integrato "che si pone in sintonia con la Direttiva europea sulle concessioni (Dir. 2014/23/UE del 26 febbraio 2014), che espressamente riconosce alle autorità pubbliche il potere di decidere liberamente se espletare i propri compiti di interesse pubblico "avvalendosi delle proprie risorse o in cooperazione con altre amministrazioni aggiudicatrici" (art. 2, par.1)."

Il governo d"ambito, secondo il giudizio della Sezione, deve quindi essere interpretato alla stregua di una "entificazione", per così dire, "obbligatoria, con il definitivo riconoscimento della personalità giuridica in capo a tali soggetti". A tale ente sono dunque trasferite le funzioni di governo di cui erano precedentemente titolari gli enti locali, che, quindi, "divengono esclusive e proprie dell"ente di governo-, con attribuzione di nuovi e più ampi poteri gestori (fino all"esercizio delle funzioni espropriative); per il carattere associativo dell"ente, a partecipazione obbligatoria e necessaria (con la previsione, a tal fine, di ampi poteri sostitutivi in capo alla regione) da parte degli enti locali ricadenti nell"ambito territoriale di erogazione del servizio, il cui dimensionamento è, come si è visto, compito lasciato alle Regioni sulla base di principi non soltanto di efficacia, economicità ed efficienza, bensì pure di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza (finalità, peraltro, già emergenti dai precedenti interventi normativi".

I giudici contabili ricordano che l"obbligatorietà della partecipazione all"ente di governo d"ambito da parte degli enti locali, ha superato la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla regione Veneto con riferimento al comma 609 dell"art. della legge 190/2014. La Corte costituzionale (sentenza n. 160/2016) ha ribadito che la previsione dell"obbligatoria partecipazione degli enti locali ad autorità d"ambito alle quali sia trasferito l"esercizio di competenze in materia di servizi pubblici, non lede l"autonomia amministrativa degli enti locali, in quanto essi "si limitano a razionalizzarne le modalità di esercizio, al fine di superare la frammentazione nella gestione (sentenza n. 246 del 2009)."

In altra occasione (sent. n. 50/2013), i giudici costituzionali avevano comunque riconosciuto che "La presenza attiva dei Comuni nell"organizzazione e nell"esercizio delle funzioni dell"ente regionale non può tuttavia privare quest"ultimo della potestà di decidere in via definitiva, operando una sintesi delle diverse istanze e dei concorrenti, e in ipotesi divergenti, interessi delle singole comunità territoriali sub-regionali", con ciò confermando da un lato la separata (rispetto a quella degli enti che lo compongono) soggettività dell"ente di governo e, dall"altro, la titolarità, in capo all"ente, di un interesse (cui è ovviamente connesso l"esercizio delle relative funzioni amministrative) che, prescindendo dalla dimensione locale propria delle funzioni fondamentali dei comuni e delle province, ha autonoma e specifica caratterizzazione.

Preme ricordare che:

-) il servizio idrico integrato è escluso del novero delle funzioni fondamentali dei comuni in ragione della dimensione sovracomunale dell"erogazione del servizio e ad esso, quindi, non possono trovare applicazione le specifiche disposizioni –tutte rispondenti ad una finalità di razionalizzazione e riduzione delle spesa- che impongono agli enti locali l"esercizio associato delle funzioni fondamentali (quelle cioè caratterizzanti, essenziali ed imprescindibili, il cui esercizio è obbligatorio per l"ente titolare ex art. 14 comma 26 d.l.78/2010 e che includono tutti i servizi pubblici di ambito comunale, restando esclusi quei servizi erogati in ambito sovracomunale, ad eccezione di quelli espressamente menzionati: la gestione del ciclo dei rifiuti e il trasporto pubblico locale);

-) la "disciplina dell"affidamento della gestione del SII attiene (..) alle materie della tutela della concorrenza e dell"ambiente, riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato (ex plurimis, sentenza n. 187 del 2011; n. 128 del 2011; n. 325 del 2010; n. 142 del 2010; n. 307 del 2009; n. 246 del 2009)." (C. Cost.62 del 2012);

-) alla legge regionale, pertanto, "spetta soltanto disporre l"attribuzione delle funzioni delle soppresse Autorità d"ambito territoriale ottimale (AATO) "nel rispetto dei principi di sussidarietà, differenziazione e adeguatezza" ", essa, quindi, "deve limitarsi ad individuare l"ente o il soggetto che eserciti le competenze già spettanti all"AATO" in quanto ad esso attribuite dalla legge statale;

-) il servizio idrico integrato è stato qualificato come «servizio pubblico locale di rilevanza economica» (sentenza n. 187 del 2011) e che la disciplina dell"affidamento della gestione dei servizi pubblici locali – inclusa la forma di gestione del servizio idrico integrato e le procedure di affidamento dello stesso – rientra nella materia di competenza esclusiva statale della tutela della concorrenza;

-) l"affidamento della gestione del SII attiene, altresì, alla materia della tutela dell"ambiente, parimenti riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato (ex plurimis, sentenze n. 62 del 2012 e n. 187 del 2011).

In ultima analisi, i giudici contabili piemontesi hanno inteso ribadire che il modello di gestione associata del servizio idrico integrato "si ritrova non in un mero modulo procedimentale di esercizio delle funzioni (convenzione/conferenza di servizi), che finirebbe per essere una semplice modalità di consultazione di una serie di enti, ognuno esponenziale di un interesse proprio di dimensione "comunale", ma nella struttura dell"ente di governo - appunto associativa e a partecipazione obbligatoria - che, portatore di un interesse sovracomunale alla gestione delle risorse idriche secondo canoni di razionale ed efficiente organizzazione del servizio, persegue –attraverso la valorizzazione dell"apporto degli enti locali partecipanti - il fine generale del corretto utilizzo della risorsa e del raggiungimento di livelli ottimali del servizio."



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