Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità della p.a. -  Santuari Alceste - 2015-05-12

ENTI LOCALI E SOCIETA CONTROLLATE: LATTO DI RICOGNIZIONE – Corte Conti Campania 143/15 – Alceste SANTUARI

Gli enti locali devono svolgere una ricognizione delle loro partecipate ex l. 244/2007

La ricognizione non può limitarsi ai riferimenti di legge

La Corte dei Conti campana segnala la necessità di adeguate motivazioni

La Sezione regionale di controllo per la Regione Campania della Corte dei Conti, con delibera 24 aprile 2015, n. 143, in ordine alla ricognizione che gli enti locali sono chiamati a svolgere sulle proprie partecipazioni ha ribadito che la valutazione che i consigli comunali sono tenuti a presentare deve riguardare:

- l"oggetto sociale effettivo (non solo quello formalizzato negli atti societari);

- la natura dei servizi offerti e la stretta inerenza ai compiti dell"Ente;

- le ragioni ostative ad un eventuale reinternalizzazione o comunque i benefici derivanti dal mantenimento del servizio in capo all"organismo esterno;

- il divieto di commistione fra attività strumentali e di erogazione di servizi pubblici locali (art. 13 comma 2 del D.L. n. 223/2006, convertito con legge n. 248/2006);

- la situazione economica e patrimoniale della società, alla luce degli oneri di efficienza per gli amministratori e i soci, collegati ad obblighi di accantonamento e di liquidazione in caso di persistenti risultati negativi (nonché alle sanzioni per gli organi di amministrazione della società) ai sensi dell"art. 1 commi 551-555 della L. n. 147/2013;

- nel corso del 2015, la compatibilità del mantenimento della partecipazione con il piano operativo di razionalizzazione di cui alla Legge n. 190/2014 (art. 1, commi 611-615).

Nel caso di specie sottoposto all"attenzione della Sezione, quest"ultima ha evidenziato che la deliberazione del Consiglio comunale, da un lato, ha preso in considerazione partecipazioni anche in enti di diritto pubblico e dall"altro non risultava adeguatamente motivata in ordine ai criteri seguiti dall"amministrazione comunale al fine di determinare il mantenimento delle partecipazioni. In particolare, i giudici contabili campani hanno ritenuto insufficiente da parte del civico consesso limitarsi "a elencare le norme di legge e ad illustrare un prospetto riassuntivo delle partecipazioni, evidenziando genericamente la quantificazione del capitale posseduto, senza indicare chiaramente l"oggetto sociale della società e tantomeno senza approfondire le ragioni che sostengono la volontà di mantenere le singole partecipazioni detenute."

La Corte dei Conti ha dunque confermato l"importanza "strategica" dell"atto di ricognizione da svolgersi ad opera degli enti locali, finalizzato non solo a definire il perimetro di società e partecipazioni da alienare, ma forse soprattutto a motivare adeguatamente quelle da mantenere.



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